di Gionni Forlenza
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La società si interroghi
Davanti agli occhi di Saputo, un’altra prova deludente dopo quella di San Siro. Solo 2 punti conquistati su 12 disponibili e dopo aver affrontato in casa Verona e Salernitana fra le mura amiche. Passino le due sconfitte in trasferta contro due grandi ma in casa si doveva e poteva fare meglio. Anche perché se non vinci in casa le partite che devi vincere, quando si fanno i punti che contano? Un Bologna che in 3 partite su 4 è riuscito a passare in vantaggio per 1-0, almeno una partita di queste, doveva vincerla. Si segna col contagocce e i 3 gol realizzati, 2 su rigore, sono tutti ad opera della punta austriaca. Anche questo è un segnale di fragilità, non riuscire a portare una partita a casa su 3 dopo essere passato in vantaggio. Non c’è un’idea di calcio. Giocano un po’ tutti da soli, manca un gioco corale e con idee chiare, i reparti spesso sono distanti e molti giocatori, corrono sempre meno degli avversari. Anche sulla fisicità, il Bologna pecca. Ieri sera poi, specie nel primo tempo, la differenza si è vista e si è fatta sentire. Poche idee e modulo che al momento, seppur maggiormente conservativo per non dire difensivo, sta pagando il giusto. Magari non si prendono più le imbarcate di gol ma l’amnesia personale o di reparto, è sempre dietro l’angolo. Troppo fragili in tutto e per tutto. Speriamo che i nuovi innesti da Moro a Zirkzee, da Lucumì a Posch, possano regalare qualche alternativa in più, magari già dalla trasferta di La Spezia, in programma fra 2 giorni. In caso di sconfitta in terra ligure, la società è giusto che si interroghi e che faccia tutte le considerazioni del caso prima che sia troppo tardi.
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