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Prima di ogni altra cosa bisognerà stabilire chi siederà sulla panchina. In città si inizia a registrare la solita tattica basata sulla ricerca del principale colpevole e gli attacchi a Italiano si sono intensificati. E' sempre facile porre il tecnico di turno sul banco degli imputati, quando invece sia successi che delusioni vanno condivise su più livelli. Italiano, giustamente, chiede un Bologna da Europa, non perché sia un rompiscatole ma per riportare il club dove merita e dove ha dimostrato di saper stare. Inoltre, un allenatore che da quattro anni fa le competizioni europee perché mai dovrebbe accontentarsi di vivacchiare a metà classifica? Questi argomenti, uniti alle strategie di mercato, saranno messi sul piatto nell'imminente summit che sancirà il futuro del mister una volta per tutte. Dall'altro lato, toccherà anche al Bologna non solo fornire garanzie ma porre pure una dead line nel caso in cui a Italiano dovessero arrivare offerte. Ragionare entro maggio su un sostituto è una cosa, esporsi troppo tardi a fine giugno un'altra. E' un normale gioco delle parti, ma va anche sottolineato il rapporto decisamente diverso tra Italiano e Bologna rispetto a quello, chiuso malamente, tra Motta e Saputo. Anche per questo le possibilità di rispettare il contratto fino al 2027 non sono così basse.

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