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Così, in questo perenne pesce d'aprile che è diventato il calcio italiano, ci provano due realtà di mezzo, ma capaci di auto generarsi grazie a qualche idea e a qualche intuizione. Bologna e Fiorentina sono le due ancore di salvezza, l'ultimo salvagente al quale aggrapparsi in questo oceano di tempesta e col comandante che, imperterrito, non ha visto l'iceberg contro cui è andato a sbattere. Servirebbe un mezzo miracolo, perché entrambe non partono favorite, ma è bello pensare che proprio dal basso qualcuno possa dare una sferzata al movimento e rappresentare quella luce in fondo al tunnel dal quale ripartire, visto che abbiamo deciso di abitarlo, quel tunnel, arredandolo con i ricordi sbiaditi dei vecchi trionfi. Italiano e Vanoli laddove Gattuso, non solo per colpa sua, non è riuscito. Ma già lo sappiamo che, anche in caso di successo, il calcio saprà dimenticare Bologna e Fiorentina per concentrarsi nuovamente sui giochi di potere, le polemiche arbitrali, il mercato delle big e tutto ciò che ha contribuito a ridurci così. Non impareremo mai.

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