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Bologna e Fiorentina per salvare l’Italia. Gravina: il disastro è completo

Manuel Minguzzi
Manuel Minguzzi Caporedattore 

Il resto viene dopo, come la presenza italiana nei club migliori della Serie A. I top player delle big sono essenzialmente stranieri, molto spesso giocatori esperti, e non più il bacino di utenza della nazionale, che infatti nell'ultimo periodo si è aperta pure agli oriundi, tanto ormai vale tutto. Lautaro, Modric, Hojlund, McTominay, Yildiz, tutti talenti con una bandierina straniera e anche i club in crescita dal basso, come il Como, hanno scelto di non puntare sugli italiani, perché ormai non adatti a un certo tipo di calcio. Siamo rimasti l'Internet Explorer mentre tutto il resto del mondo viaggia al ritmo della modernità. E dentro una evoluzione continua ci sono i giovani, quelli che in Italia vengono bistrattati perché considerati pigri e lascivi, quando invece cercano solo un posto nel mondo, incompresi nei loro dubbi verso un futuro sempre più scuro. E noi nel calcio li affossiamo fin da subito, li inseriamo nel torbido mondo del risultatismo, della tattica estrema, portandoli nella direzione sbagliata e senza il supporto strutturale adeguato.