Il Bologna si regala un'altra sera dei miracoli nell'Olimpico di Roma. Un anno dopo la Coppa Italia è ancora trionfo
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La qualità individuale
Il primo tempo è stato un manifesto della qualità individuale: Rowe e Bernardeschi, quest’ultimo glaciale dal dischetto, hanno acceso la luce nei momenti chiave. Il numero undici è stato il migliore in campo e in tribuna stampa, oggettivamente, gli occhi sono strabuzzati quando il tabellone luminoso ha indicato il suo numero per la sostituzione. Poi la forza di Castro, che ha messo un assist e un gol in una della partite più difficili e contro un cliente scomodissimo, la capacità di restare dentro la partita anche quando il centrocampo - Pobega, Freuler e Ferguson - sembrava girare a vuoto, poco incisivo e quasi smarrito a un certo punto della partita. Non è un caso che la mediana sia riuscita a trovare una quadratura con l'ingresso di Moro, bravo nei supplementari a cambiare un po' il volo della squadra. Tutti dettagli tecnici per chi dovrà analizzare la partita, mentre chi l'ha osservata da tifoso può tornare a casa contento, felice, per un'altra sera dei miracoli nella capitale.
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