Ormai da qualche anno nemmeno per le partite cosiddette “di cartello” siamo soliti vedere il Dall'Ara gremito in ogni ordine di posto. Diversi fattori, non per ultimi un Bologna quasi sempre costruito per raggiungere al più l'obiettivo della salvezza, ma anche la diffusa pochezza del calcio italiano, l'impoverimento economico del nostro campionato e uno stadio ormai vetusto, hanno contribuito a rendere sempre più arduo riempire gli spalti. Fa effetto notare come invece poco più di dieci anni or sono si era soliti superare quasi in ogni partita le 30 mila presenze, a prescindere dall'avversario di turno. Era il Bologna dei vari Fontolan, Andersson, poi Baggio, Signori, Cruz e via dicendo, nomi che rinverdiscono dolci ricordi ed emozioni in noi tifosi rossoblu. La vittoria corsara del Bologna nel posticipo di domenica sera contro l'Inter, terza di tre consecutive, ha improvvisamente riacceso l'entusiasmo e l'attesa per il big match si fa sempre più palpabile in città, Pioli ha tanto merito di questo ritrovato entusiasmo, essendo riuscito ad ottenere il meglio da una formazione che sicuramente gode di soluzioni tecniche di buon livello, ma il cui assemblaggio, a causa di due campagne acquisti-cessioni non proprio lungimiranti, rischiava di diventare un vero e proprio rebus. L'allenatore parmigiano ha trovato nella formula dei tre trequartisti in supporto al centravanti Alberto Gilardino la chiave di volta della stagione. Ritengo comunque che gli uomini simbolo di questo buon assetto siano il grande “Ruso” Diego Perez, che da tempo conduce il centrocampo con prestazioni di grande spessore sia dal punto di vista quantitativo sia dal punto di vista qualitativo, e il capitano Alessandro Diamanti, che sulle ali dell'entusiasmo per la nascita del terzo genito Taddeo, è diventato un vero jolly tuttofare nelle manovre offensive rossoblu. Le sorti del Bologna dipendono come non mai dallo stato di forma del centrocampista uruguaiano e del fantasista di Prato, che costituiscono la vera anima di questa squadra, come cerniere tra la difesa e l'attacco, peraltro ben occupato da Alberto Gilardino, uno di quelli che non hanno mai perso la confidenza con il gol. Con questi presupposti ci si avvicina all'attesissima sfida contro la capolista Juventus di Antonio Conte. Sabato tutti i riflettori saranno puntati, come al solito, sui bianconeri, ma se sarà un Bologna tosto come quello visto contro l'Inter il compito potrebbe rivelarsi ostico anche per quella che sembra essere ormai l'unica pretendente allo scudetto. Anche grazie al solito massiccio afflusso di tifosi bianconeri, provenienti da tutta la regione, sabato sotto la torre di Maratona sarà raggiunto il record di presenze stagionali. Speriamo che possano essere una moltitudine silenziosa come fu il 29 novembre 1998, quando il Bologna di Mazzone schiacciò la Juventus di Lippi con un roboante 3-0 che a Bologna ricordano anche i muri. Certo è che possiamo attendere sereni e goderci questi giorni di attesa a testa alta: il Bologna c'è!

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