E così un'altra stagione è trascorsa, altre 38 partite con i colori rossoblù sono passate e la tifoseria si spacca ora in due parti: da un lato quelli che dicono: “Oh, siamo rimasti in serie A, ma anche per quest'anno abbiamo finito di soffrire. L'anno prossimo, se devo rivedere certi giocatori, state pur sicuri che l'abbonamento non lo faccio!” (ma non ci credono nemmeno loro, anzi saranno i primi a rinnovare la tessera) e dall'altro quelli che invece aspetteranno con ansia la fine di agosto per rivedere le maglie rossoblù, indipendentemente da chi le vestirà.

È stato un anno particolare per il Bologna e come ogni cosa, giunta al termine, ha bisogno di un bilancio. E così, via con le pagelle:

0- Niente voto troppo negativo per nessuno, in fondo di cose catastrofiche non ne sono successe..

1- al 6-0 romano. Il momento più basso della recente storia rossoblù, almeno come risultato sul campo. Le scusanti sono molteplici, il Bologna era già salvo, la Lazio cercava punti per l'Europa e dall'altra parte c'era un fenomeno come Miro Klose. Ma 6 gol sono tanti, troppi. FIGURACCIA.

2- ai “desaparecidos”. Anche se di fatto non sono (quasi) mai apparsi: Abero, Riverola, Pazienza, Pulzetti, Carvalho, Paponi, Pisanu e Giemez finchè c'erano, sono stati spettatori del campionato. Qualcuno ha avuto le opportunità ma non le ha sfruttate, altri sono caduti nel dimenticatoio. Da rivedere la loro gestione.

3- Al finale di stagione. Dopo la vittoria di San Siro con l'Inter alla ventottesima, il Bologna ha vinto solo a Parma, ha perso con Napoli, Lazio e Juve e pareggiato 6 partite. Ok, la situazione era abbastanza tranquilla e non è mai stata pericolosa, ma il più delle volte è stato l'atteggiamento a non sembrare quello giusto.

4- Al senso di rassegnazione. Non si chiederà mai al Bologna di lottare per l'Europa o per lo scudetto, i mezzi non ci sono. Ma quanto sono lontani i tempi nei quali si sognava e nei quali era un piacere vedere giocare la squadra. Siamo sicuri che il Catania fosse tanto più forte???

5- Al dramma dei portieri. Si era partiti con l'idea di Agliardi titolare. Poi qualche errore di “Chicco” ha alzato le quotazioni di Curci che però, quando giocava, vinceva ma si faceva male. Solo a febbraio si è trovato un equilibrio, con la promozione definitiva del romano che ha trovato anche una certa sicurezza fisica. Ci sarebbe voluta più chiarezza e rispetto dei ruoli, fin dall'inizio.

6- Al rendimento dei giovani. Si parla di quelli che hanno giocato di più: Taider, Soerensen, Gabbiadini e Khrin. Andamento altalenante per tutti loro, grandi periodi di forma e altri di parecchia difficoltà. Nel complesso la sufficienza è piena per tutti, hanno ancora tempo per trovare continuità.

7- A Panagiotis Kone. Rientrato a fine mercato per riempire un vuoto ha fatto una stagione eccellente. Gol, assist, movimento, e non solo corsa come l'anno scorso. Magari a fine stagione lo si poteva far giocare un po' meno, così il Brescia diminuiva la richiesta per il riscatto...

8- A Stefano Pioli. È voluto restare, ha rinnovato il contratto, a dato alla squadra un'identità tattica e di gruppo evidente, è amato dalla piazza e si è salvato con otto, nove giornate di anticipo. Serve altro?

9- Ad Alessandro Diamanti. Si è caricato la squadra sulle spalle, sempre. Leader per niente silenzioso, dice quello che pensa e dimostra in campo attaccamento e voglia di fare. Un esempio per tutti, un faro in questa stagione. Con la speranza di non averlo visto l'ultima volta contro il Genoa.

10- Al tifoso del Bologna. Perchè sì, ci vuole pazienza, ci vuole lo spirito giusti a prendere freddo, caldo, neve, pioggia solo per quei due colori. Ma i tifosi non mancheranno mai e sempre si meriteranno il voto più alto.

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