Il quinto pareggio consecutivo regala ai ragazzi di Pioli il quarantesimo punto in classifica. E' interessante sapere che, da quando è stata introdotta la regola dei tre punti a vittoria (1994-1995), sia che il campionato fosse a diciotto squadre con quattro retrocessioni, sia a venti con tre (2004-2005) in serie B sono retrocesse squadre che hanno conquistato meno di quaranta punti, tranne in due occasioni: nel 1994-1995 quando retrocesse il Genoa perdendo lo spareggio contro il Padova (le due formazioni in classifica avevano 40 punti) e nel 2004-2005 quando il Bologna con 42 punti, per la classifica avulsa, ebbe la peggio sulla Fiorentina e perse lo spareggio contro il Parma (sappiamo tutti quali altri fattori determinarono la retrocessione del Bologna). Finalmente possiamo dire di aver scacciato il fantasma della retrocessione, anche se la speranza di raggiungere subito la matematica certezza si è dissolta con le vittorie di Genoa e Palermo. Siamo ancora in piena corsa per il decimo posto, visto che il Cagliari si è fermato a quota 42 e nessuna delle altre “tranquille” è riuscita a vincere. Domenica ci aspetta la difficile trasferta all'Olimpico contro la Lazio, dove bisognerà fare a meno di tutti i titolari di sinistra e dove probabilmente sarà schierato il giovane uruguaiano Abero.

Tutto questo mentre la società è ipotizzabile pensare si sia già mossa sul mercato, se non altro per prendere contatti con tutti quei club, con i quali si sarà costretti a dover trattare le varie comproprietà (leggasi Kone, Sorensen e Khrin). Mentre la squadra si appresta a concludere un campionato in maniera dignitosa, nonostante la salvezza ormai ottenuta, in città continua il dissenso da parte di una fetta importante della tifoseria, nei confronti di questo Presidente, che con la sua innegabile capacità di vendersi bene, ha riportato a sé tanti tifosi, ma che non riesce ad adescare la frangia più compatta del tifo rossoblu, identificabile con la curva Bulgarelli. Questa parte della tifoseria non crede alle parole del Presidente e continua a rimarcare ogni domenica il proprio dissenso suoi confronti. Del resto ne avevamo parlato qualche mese fa, quando la classifica del Bologna era ancora traballante e avevamo sostenuto come, nemmeno una salvezza tranquilla, avrebbe ricucito i rapporti tra Guaraldi e la parte più calda del tifo rossoblu.

Analizzando il mercato di Zanzi le uniche operazioni futuribili sono state quelle di Abero e Riverola, ma credo che la completa esclusione dei due ragazzi dalle rotazione di Pioli, la dica lunga su quale sia il suo pensiero su di loro. La società ha un monte ingaggi elevatissimo, ma per fortuna gli anni passano e alcuni contratti ereditati da gestioni precedenti stanno per concludersi e si spera solo non vengano ripetuti certi errori, come quello di spendere una valanga di soldi per aggiudicarsi le “prestazioni” dei vari Pazienza, Pulzetti, Carvalho, Naldo, Acquafresca, Natali, ecc.. e quello di sperperare il “tesoretto” derivante dalla cessione di Ramirez con operazioni senza lungimiranza. Ora questa società ha la possibilità di riscattarsi e per farlo deve intervenire sul mercato nel migliore dei modi, cercando di far quadrare i conti, senza disgregare quanto costruito quest'anno da Pioli.

Per migliorare l'approccio al mercato basterebbe capire quello che sta alla base dei cori irriverenti provenienti dalla Bulgarelli nei confronti del Presidente rossoblu. Quei tifosi amano il Bologna e chiedono un progetto che possa garantire un futuro. Certo immaginiamo tutti quanto sia difficile gestire una situazione complicata come quella che dovrà affrontare la società nei prossimi mesi, ma sappiamo anche come sia possibile fare molto meglio della scorsa estate, se non altro dal punto di vista della progettualità.

I tifosi, soprattutto quelli più caldi, amano il Bologna a prescindere e non sono influenzati dai risultati. La società, se vuole entrare nei loro cuori, deve dimostrare attaccamento al Bologna, deve impegnarsi a garantire a questo club un futuro più tranquillo di quello a cui i tifosi sono abituati. Un futuro in cui la permanenza in serie A non sia più in discussione, un futuro in cui il popolo rossoblu possa tornare a sognare.

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