Il big-match di sabato sera contro la Juve ha confermato lo strapotere dell'armata bianconera in questo campionato di serie A. Al Dall'Ara, la Vecchia Signora ha imposto sin dalle prime battute il proprio gioco fatto di corsa, passaggi di prima e tanta aggressività. Il Bologna, dal canto suo, ha commesso parecchi errori e sono stati proprio gli uomini più attesi a deludere. Pioli, con quel cambio Konè-Naldo che grida vendetta, Perez che ha perso la testa nel momento topico della gara ed un Diamanti troppo nervoso che non ha inciso come si sperava. Per poter portare a casa il risultato, la squadra di Pioli avrebbe dovuto giocare la gara perfetta e sperare in qualche passaggio a vuoto degli avversari, ma purtroppo nulla di tutto ciò è successo e la squadra più forte ha vinto contro quella più debole, come nel più scontato dei copioni. Per la Juve questa vittoria ipoteca lo scudetto in un campionato incapace di trovare una vera rivale alla sua altezza. Tra un Napoli crollato sul più bello, un' Inter tornata sui livelli della prima era Morattiana ed un Milan risorto quando i buoi erano già scappati, la Juve vede davanti a sè il traguardo del secondo titolo consecutivo. Quella contro il Bologna poteva rappresentare l'ultimo vero ostacolo ed i tre punti conquistati sul campo rossoblu mettono in cassaforte lo scudetto numero 29 con ben nove partite ancora da giocare.

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Onore alla Juventus dunque.


Detto ciò, gli atteggiamenti avuti da Antonio Conte negli ultimi cinque minuti di gara hanno suscitato non poche polemiche. Sia chiaro, esultare per una vittoria è sacrosanto e non ci sono ragioni per cui un allenatore non possa festeggiare anche se in casa dell'avversario. Esistono però regole di buon senso, per cui ci si aspetta che un allenatore, dopo aver stradominato durante tutta la partita, attenda la fine per poi andare a festeggiare sotto la curva dei PROPRI tifosi. L'esultanza di Conte è stata un concentrato di strafottenza, maragliaggine ed inutile provocazione. L'alzare i pugni verso la tribuna centrale, occupata soprattutto da noi tifosi bolognesi, rappresenta un gesto sicuramente poco sportivo e di dubbia eleganza. Meravigliarsi poi di ricevere accoglienze poco morbide da parte di una "città civile come Bologna", come da lui stesso dichiarato, ha del paradossale. Una Società che negli ultimi dieci anni è stata coinvolta e condannata per i noti scandali di designazioni pilotate ed arbitri corrotti, come può ispirare simpatia agli occhi degli avversari? Come si può rispettare un allenatore che a cavallo degli anni '90 era il simbolo nonché capitano della Juve di Moggi (quella dell'abuso di farmaci per intenderci) e che è stato recentemente condannato a dieci mesi di squalifica (poi ridotti a quattro), per aver omesso denuncia su alcune partite "combinate"?

Chissà cosa avrebbe pensato l’Avvocato della sua esultanza. A parer mio, conoscendone lo stile, lui per primo non avrebbe apprezzato.

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