C'è un coro che si canta allo stadio e che si dedica al capitano. Il capitano del Bologna di oggi è Alessandro Diamanti, un ragazzo di trent'anni che gioca coi rossoblù da due e che ha dimostrato a tutti quanto sia legato alla piazza, conquistando la gente non solo con la classe, le giocate ed i gol, ma anche col suo fare genuino, molto diretto a tratti ma senza dubbio trasparente, caratteristiche tipiche di una persona di cuore e che si fa coinvolgere e voler bene da chi gli sta intorno. Le voci di mercato su di lui sono tante e sono iniziate a gennaio: prima l'Inter, poi lo Zenit, per poi arrivare a Juventus e Milan in tempi più recenti, deviando addirittura per Oporto. Detto e ribadito che un giocatore del suo calibro meriti di fare quel salto di qualità sinora sempre mancato, non è da escludere che Diamanti possa continuare a dispensare le sue doti nella Bologna che tanto ama e che contraccambia, magari con un contratto adeguato e che gli continui a garantire visibilità costante, leadership indiscussa e un ruolo importante nella storia del club. I milioni e le coppe europee possono fare gola ma il rovescio della medaglia delle piazze come Torino e Milano è che il margine d'errore è minimo, basti guardare all'esempio in casa, quell'Alberto Gilardino che pur segnando 36 gol in 3 anni, non è mai entrato come meritava nel cuore dei tifosi del Milan. Al di la di quello che si dice in questi giorni su date, deadline e prezzi fissati dalla società, va detto che Diamanti stesso non ha mai detto niente su un suo futuro lontano da Bologna ne tanto meno ha fatto l’occhiolino ad altre squadre, o più in generale non ha mai fatto esternazioni fuori luogo su un suo probabile trasferimento. Lui è il capitano, si sente tale, come ha sempre detto anche in tempi non sospetti e probabilmente non ha nemmeno tutta questa voglia di andare via o per lo meno non sta forzando la mano, perché nel Bologna e a Bologna, ha sempre detto di trovarsi bene fuori dal campo. Inoltre, con il Mondiale alle porte, quanto conviene trasferirsi altrove rischiando di non mettersi in mostra quanto occorre per rimanere nei 23 da portare in Brasile? Ci avrà sicuramente pensato e forse, continuare ad essere il leader e trascinatore del Bologna, può aiutarlo a tenere in mostra il suo talento in vista della rassegna mondiale. Trattenere Diamanti infine, sarebbe un segnale importante nei confronti dei tifosi, ormai arcistufi di sentire parlare del proprio capitano accostato un giorno al Milan e uno alla Juventus, sempre in nome del bilancio e per poter vivere alla giornata: è chiaro che la conferma di Alino peserebbe sulle economie, nessuno lo nega e bisognerà stringere la cinghia da qualche altra parte, ma non ne vale la pena? Un giocatore come lui che accende la partita in un amen e che leva le castagne dal fuoco quando serve, è ad oggi una rarità per una realtà come Bologna e sarebbe difficilmente rimpiazzabile. Speriamo quindi di poter sentire cantare ancora "un capitano, c'è solo un capitano" con Diamanti a ricevere gli applausi sotto l'Andrea Costa.
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