In questi giorni risulta impossibile parlare di calcio giocato, perchè quello che è successo la settimana scorsa sull'asse New York- Bologna- Treviso ha preso il sopravvento e ha tolto l'attenzione dal campo. Ma dopo una gara come quella di sabato, sarebbe deleterio e autolesionista non soffermarsi sulla buonissima prestazione di un Bologna che ha ottenuto la prima vittoria in casa in questo campionato e ha finalmente messo in luce un gioco ed una mentalità da grande squadra. Godiamoci quindi con il sorriso sulle labbra questo piccolo momento di gloria, nella speranza che non sia un caso isolato in una stagione ancora lunghissima. Sono venuti fuori tanti aspetti positivi sabato pomeriggio nella gara contro il Cittadella. Partendo dalla retroguardia, si è visto un Marios Oikonomou in grande spolvero che, dopo il goal di Terni, ha giocato una gara di sostanza ed è andato decisamente meglio di Paez, dando fiducia e sicurezza a tutto il reparto. Certo, sono da migliorare le fasi di impostazione e di gestione della palla, ma se fosse un giocatore completo non sarebbe sceso di categoria. A centrocampo il Bologna è stato tosto e determinato, con un Matuzalem che si è preso la statuetta di “migliore in campo” correndo e contrastando come mai aveva fatto vedere nelle precedenti partite, un Buchel che sta diventando inamovibile e un Franco Zuculini che ha portato entusiasmo e brio a gara in corso. Ha rincorso ogni avversario ed ogni pallone, fermando tutte le iniziative ospiti ed infiammando il pubblico del Dall'Ara. È un elemento utile e concreto, ma il suo modo di giocare è molto pericoloso, e la possibilità che possa ripetersi un episodio analogo a quello di Perugia, è reale. Ecco, quindi, che potrebbe essere rischioso fargli giocare sempre novanta minuti e, se fossi in Lopez, continuerei a trattarlo come “primo cambio” di lusso: fargli giocare il secondo tempo e sfruttare la sua intensità per aggredire gli avversari più stanchi e meno brillanti (come successo sabato), potrebbe risultare decisivo, e tutta la squadra potrebbe trarne profitto. L'unica delusione è stata quella di non vedere segnare gli attaccanti, che però hanno giocato, a mio parere, una buonissima gara: si sono mossi bene e con i tempi giusti, aggredendo gli spazi e senza pestarsi i piedi. La loro convinvenza sta dando i suoi frutti, e da qui in avanti può solo migliorare dopo le prime gare nelle quali i dubbi sul loro impiego simultaneo erano più che leciti. È stato un bel Bologna, che a fine gara ha finalmente strappato gli applausi dei suoi tifosi. L'errore più grave sarebbe quello di pensare che, con due vittorie consecutive, si potranno affrontare con leggerezza le prossime partite: nessun pensiero potrebbe essere più sbagliato. Il Bologna dovrà continuare a mostrare questa cattiveria e questo spirito, col pensiero che le prossime trentasei partite dovranno essere giocate con la stessa mentalità, senza mollare mai. Concludo con un pensiero legato all'aspetto societario, argomento che non si può non toccare. I dubbi che mi attanagliano riguardo a quanto successo tra Zanetti, Tacopina, Guaraldi e Saputo sono fin troppi, anche se la situazione sembra, purtroppo, chiarissima. “My dream is our dream”, ha detto Tacopina nel videomessaggio rivolto ai tifosi rossoblù. Il tuo sogno è anche il nostro sogno. Di tutti, tranne di colui che e ha potere decisionale. Staremo a vedere cosa accadrà e come si evolverà la situazione, consci del fatto che un'entrata in campo di Saputo cambierebbe totalmente il mondo rossoblù. Si comincerebbe a sognare, non più solo a sopravvivere. “My dream is our dream”: la speranza è che questo sogno non si trasformi in un incubo.

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