Svoltare. Ecco cosa è necessario fare questa sera perchè, dopo quattro partite al limite della vergogna, le scuse sono finite e l'unica cosa che conta è fare risultato. Guardiamo in faccia la realtà: il Bologna di oggi è una squadra che non dimostra convinzione e caparbietà, è una squadra che quando gioca in casa sembra trasformarsi negativamente, è una squadra che non è più capace di vincere e fare bene. Ricordo le parole di qualche giocatore passato da qui negli anni scorsi, che diceva che giocare a Bologna era fantastico, perchè la città è un'oasi di pace dove non si sente la pressione e dove si può stare in tranquillità; guardando quanto sta accadendo nelle ultime stagioni, invece, viene da pensare che non sia più così, altrimenti viene difficile anche spiegare le disastrose prestazioni che vengono fornite dai giocatori in rossoblù da più di un anno a questa parte. Si può dire che il livello è basso e che non ci sono più i Baggio e i Signori come una volta, ma la differenza, prima che il tasso tecnico, la fanno la testa e la mentalità. In queste prime quattro partite ufficiali (cinque se vogliamo metterci la sciagurata serata di Coppa Italia contro L'Aquila), l'unico momento nel quale la squadra ha messo in campo uno spirito combattivo e una concentrazione totale, è coinciso con il primo tempo di Pescara: al di là delle tre marcature, si è visto un Bologna che ha mostrato voglia di combattere e lottare, un Bologna che ha fatto vedere cose buone e mostrato lati positivi. La speranza era proprio quella di rivedere queste cose sabato contro il Crotone, ma sappiamo tutti come è andata a finire. L'occasione per rifarsi c'è questa sera, e non si può sbagliare.
Lo stesso Lopez è sembrato confuso e confusionario sabato pomeriggio, sia sulla preparazione alla gara che sull'interpretazione della stessa; ma ormai è acqua passata e bisogna mettersi tutto alle spalle. Questa sera il mister potrà cambiare il modulo e i protagonisti, potrà arretrare Laribi o tenere in panchina Acquafresca, ma non è solo su questo che deve lavorare. Bisogna lavorare sulla testa e sul cuore dei giocatori e far capire loro che i tre punti vanno sudati e conquistati con il coltello tra i denti, perchè nessuno regalerà nulla. Nessuno si aspetta che si vincano tutte le partite con ampi margini di scarto, nè che si umilino le avversarie ogni settimana; però si vuole vedere una mentalità diversa da quella mostrata fino a questo momento, fatta di cattiveria agonistica e una voglia di gettare il cuore oltre l'ostacolo.
La gara di questa sera sarà molto più difficile di quello che si pensi. I padroni di casa si presenteranno in campo con il morale alle stelle per via di una classifica che li vede al secondo posto e, volando sulle ali dell'entusiasmo e spinti dal calore del pubblico di casa, giocheranno senza ombra di dubbio una partita di cuore e spessore contro i più blasonati avversari che adesso li guardano dal basso verso l'alto. Il rischio di fare delle figuracce è alto, ma bisogna evitarlo.
È l'occasione giusta per svoltare e per dimostrare prima a se stessi e poi a tutti gli altri, che la squadra è molto meglio di quello che ha fatto vedere fino a questo momento. Guardando queste prime quattro partite, sembra di vedere la stessa situazione dello scorso anno: giocatori sfiduciati, senza idee e senza voglia. Probabilmente, per autoconvincimento, mi viene da pensare che invece c'è qualcosa di meglio in questi ragazzi, c'è qualcosa che ancora non è venuto fuori e che quando risucirà a farlo potrà regalare finalmente un sorriso ai tifosi. Però basta aspettare, questo “qualcosa” deve uscire il prima possibile. E non tra un mese o tra una settimana. Stasera. È il momento.
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