Sapete una cosa? Oggi basta, l’editoriale lo faccio su come fare delle deliziose tagliatelle al ragù. Allora prendete 500 grammi di macinato, 2 zucchine… Ah già, ma voi volete leggere di calcio, del Bologna magari. Sicuri, niente tagliatelle?

Eppure io di calcio non volevo parlare, dato che in questo mese ho sviluppato tanta nausea verso il mondo del pallone come mai mi era capitato prima. Iniziamo da casa nostra, da sotto le Torri. Dopo la stagione deprimente, abbiamo assistito ad oltre un mese, 30 lunghissimi giorni, in cui non si è parlato che della possibile cessione della società, della possibile mancata iscrizione, dei conti che non quadravano, della fantomatica fideiussione; insomma, uno apriva TBW o qualsiasi altra testata a caso sul web, e ci trovava più nozioni di economia, numeri e numeracci, che calcio.

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Poi l’Italia, l’Italia della “partita epica”con l’Inghilterra, che ha pensato bene di proseguire con un’epica sconfitta contro la Costa Rica e un’epica seconda eliminazione di fila alla fase ai gironi. Bene, bravi, bis. Dopo la vittoria strappata ad un Inghilterra brutta come poche volte nella storia del calcio, tutti a festeggiare, ad elogiare il mago Prandelli, dieci giorni dopo la squadra improvvisamente si è trasformata in un’armata di brocchi e Prandelli in Oronzo Canà; le lezioni di giornalismo (e tifo) ipocrita all’italiana. È brutto dire “io l’avevo detto”, giuro, avrei preferito avere torto marcio e vedere una favolosa Italia asfaltare Costa Rica e Uruguay. Perché, diciamoci la verità, per quanto espresso in campo, non si sono certo dimostrate di gran lunga superiori alla compagine azzurra, gli uruguagi ancor meno dei loro cugini di continente. Eppure siamo fuori dal mondiale e per giunta meritatamente. E già qui ce ne sarebbe abbastanza per darsi alle tagliatelle.

Ma no, non bastava uscire in una maniera più imbarazzante di Sudafrica 2010, no. Ci vuole la scia di polemiche e veleni. Tutti a puntarsi il dito contro, chi dice che ci sono lavativi, chi dice che ci sono bacchettoni; lo spogliatoio azzurro sembra diventato una gabbia di matti. Ogni giorno escono indiscrezioni e interviste diverse, su liti, bisticci, bravate. Non bastava aver fatto schifo in campo, bisogna far schifo anche fuori. Dove sono finiti i Maldini, i Baggio, i Nesta, dove sono finiti i Gattuso che prendevano a calci tutti i bulletti troppo prepotenti e montati? Tutto passato. Passati anche i tempi dei campioni che fanno mea culpa davanti ai microfoni, ora si fa lo scaricabarile, e per giunta sui social network, nemmeno ci si mette la faccia, forse per vergogna. Non se ne può più. Proseguiamo con le tagliatelle. No? Sicuri? Va bene.

Torniamo sotto le Torri allora. Dopo aver perso Zeman, in maniera imbarazzante, eccoci pronti ad annunciare Lopez sulla panchina felsinea. Il cambio di progetto è radicale, Lopez non è Zeman e, soprattutto, Lopez non ha l’esperienza del boemo. Parliamoci chiaro, Lopez ha fatto bene a Cagliari, ma bisogna tenere presente che è stato in Sardegna per 15 anni, diventando sul campo una bandiera dei rossoblù isolani; questo significa che lavorava su un terreno già fertile, in armonia con squadra e società. In un contesto come quello del Bologna, forse, ma anche senza il forse, serviva più esperienza. Serviva un allenatore già abituato a vincere in B, perché la B è un campionato ostico e risalire non è mai un gioco da ragazzi.

Serviva chiarezza più che altro. Non è Lopez il problema, è la disorganizzazione cronica del Bfc, malattia che sembra incurabile e che prosegue anche sotto la gestione Fusco. Prima si dice una cosa e poi se ne fa un'altra. Il nuovo Bologna non si capisce ancora che volto avrà, probabilmente non lo sanno nemmeno i protagonisti in ballo. Forse ora, una volta ufficializzato Lopez, si avrà un quadrò più chiaro della situazione, o almeno si spera. Perlomeno vorremmo capire chi sono i punti fermi. Non so, un nome a caso: Capello? Resta in B o va via per far cassa? Vogliamo iniziare anche questa stagione cedendo i migliori? Prego, avanti il prossimo.

Sicuri di non volere un po’ di tagliatelle?

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