Quella di martedì è stata una data assolutamente fondamentale per il Bologna e il suo futuro. Un giorno vissuto con estrema intensità e con un carico di adrenalina che solo questa professione sa e può regalarti. E il bello è che sembrava proprio non dovesse succedere nulla di interessante, dopo l’incontro avvenuto in mattinata tra le parti che anzi pareva aver allontanato l’affare dalla sua conclusione. E in effetti, da quanto emerso ieri, sembra che Guaraldi e Tacopina ad un certo punto non se le siano mandate a dire, rischiando di far saltare tutto sul più bello. Come detto comunque, sembrava una giornata priva di colpi di scena, almeno fino alle 17, minuto più minuto meno. Ero lì a Casteldebole con altri colleghi, a seguire l’allenamento che aveva certificato il rientro in gruppo di Perez, il quale è stato poi aggiunto in lista proprio ieri, per il resto però tutto tranquillo. Poi, arriva un’indiscrezione: convocato Cda d’urgenza alle 17. La notizia schizza da un telefono all’altro, di sito in sito, e corre veloce. Ci dirigiamo immediatamente di fronte ai cancelli del centro tecnico per accertarci della veridicità della notizia, ma Guaraldi è passato con la sua auto qualche minuto prima. Niente Cda dunque, come ammesso dallo stesso patron: “Non c’è nessun Cda, torno nei miei uffici a lavorare. La trattativa? Siamo più ottimisti di ieri, meno di domani”. Solite frasi di circostanza, che servono come un due di spade con briscola a bastoni, per chi deve invece provare a capire lo stato reale della contrattazione. Arriva un altro messaggio: l’incontro c’è stato, forse è ancora in corso, ed è stato presente anche Tacopina. Bene, sintomo che la giornata non può e non deve finire lì. Dopo vari giri per la città, ci ritroviamo un po’ tutti sotto l’hotel “I Portici”, con la speranza che l’avvocato newyorchese possa scendere e scambiare qualche battuta in merito agli sviluppi della situazione. Comincia così l’appostamento, dalle 19 in poi, sempre col telefono in mano ed un occhio vigile sul web per monitorare il tutto. E’ un attesa piuttosto lunga, vero, riempita però dal rincorrersi di voci e di indiscrezioni in cerca di conferme – un po’ come i personaggi di Pirandello alla ricerca dell’autore -. Attorno alle 20 l’accordo è dato per fatto, l’ultimo scoglio del milione da versare in garanzia ormai superato. Si attende solo Joe, e le sue parole. E proprio lui si affaccia un momento fuori dall’hotel, in tenuta ginnica e con dei giornali sotto braccio, ma non è ancora il momento di parlare: “E’ presto, più tardi” dice facendo un gesto eloquente con la mano. Ci siamo quasi ormai, un altro piccolo sforzo. Fino alle 21 circa, quando Joe uscendo dall’albergo, si ferma e molto gentilmente risponde alle domande dei cronisti, affermando quanto avete potuto leggere nemmeno qualche ora dopo sul nostro portale. Perché vi ho raccontato tutta la giornata, chiedete? Ecco, se ve lo siete chiesti e soprattutto se avete resistito sino a qui e vi siete sorbiti il tutto, meritate una risposta degna. Ecco, in realtà ho omesso un particolare nel racconto. Una chiamata fatta ad un collega durante l’attesa di fronte alla hall de “I Portici”, di cui ovviamente non rivelerò il nome perché “ambasciator non porta pena”, che mi ha svelato un interessante retroscena in merito all’ingresso di Joe Tacopina nei quadri societari rossoblù. Che vogliate crederci oppure no, questo il sunto della telefonata: Tacopina resterà presidente del Bologna per un mese, un mese e mezzo al massimo, ma il suo non sarà un regno a lungo termine. Dietro di lui infatti, ci sarebbe – il condizionale è d’obbligo – un investitore estero pronto a subentrargli, con Taco che a questo punto farebbe solo da ponte tra la vecchia e la nuova proprietà. Siamo ancora a livello di indiscrezioni, e come tale va presa, ma una remota possibilità che ciò accada c’è. A prescindere da questo discorso, l’importante è che si arrivi alla conclusione positiva dell’affare. La sensazione è che l’ultimo vero ostacolo sia rappresentato dalla due diligence, avviata la scorsa mattina e che in soldoni non è nient’altro che “il processo investigativo che viene messo in atto per analizzare valore e condizioni di un’azienda”, quando si è interessati all’acquisto della stessa. Un ostacolo in realtà non insormontabile, visto che Joe ed Albano avranno già discusso dei conti societari in questa due giorni frenetica di colloqui. Fatto anche questo, ci sarà poi il momento cruciale del versamento di denaro fresco nelle casse rossoblù, che torneranno a respirare dopo una vita (e stavolta non solo per via di una dolorosa cessione). Quando avverrà il tutto? Presumibilmente a fine mese, non più tardi di inizio ottobre, quando è previsto il termine ultimo per l’aumento di capitale. Nel frattempo continuiamo a tenere le dita belle incrociate, pregando che tutto prosegua per il verso giusto in questo “American Dream”.
Piccola parentesi di campo, che non guasta mai: sabato contro il Crotone si cercano conferme della crescita già vista a Pescara, con l’umore della squadra che è alto come non lo si vedeva da tempo immemore: l’invasione di Coppola e Troianiello durante la conferenza di Ceccarelli ne è la riprova, e un'altra vittoria potrebbe dare la spinta decisiva ad un gruppo ora compatto e ritrovato sotto il profilo mentale. Di fronte ci sarà una squadra partita maluccio e stravolta dalla rivoluzione estiva. Non saranno gli stessi dello scorso anno, ma occhio a sottovalutare i pitagorici. Dopo le buone notizie dal lato societario comunque, dare seguito con una vittoria sul campo sarebbe importantissimo, contro una squadra e una città che, come già raccontatovi, mi ha dato tanto sotto il profilo umano e affettivo, e che di fatto ha trasformato una partita qualunque in una sorta di “derby”. Perché il calcio non è solo 22 persone che rincorrono un pallone in mezzo ad un campo, ma è anche, e soprattutto, passione ed emozioni.
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