Non c’è mai fine al peggio, e ieri sera ne abbiamo avuto la prova tangibile. Quella di mercoledì doveva essere ed è stata la giornata del versamento della ormai famosa cauzione di un milione da parte di Joe Tacopina, che dopo aver fatto visita alla curia ed al comune ha mantenuto la parola data e depositato la somma richiesta da Guaraldi in un istituto Unicredit della città, dando così il via alle procedure che, salvo sorprese, lo porteranno all’acquisizione del club rossoblù. Nel tour cittadino non era però solo, al suo fianco c’era Joey Saputo, che sta studiando a fondo la situazione prima di dare l’assenso definitivo ad una sua partecipazione all’affare. Atteggiamento che non sorprende Tacopina, che proprio su Saputo si è espresso così al termine dell’incontro col sindaco e alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale: "Saputo non è preoccupato, è un uomo d'affari, ma è molto soddisfatto anche lui dell'incontro con il sindaco. [...] tornerà con noi a Bologna e abbiamo già fissato un viaggio”. Fin qui dunque tutto bene, con il patron dei Montreal Impact che potrebbe alla fine identificarsi con la figura del misterioso imprenditore estero, di cui vi avevo parlato settimana scorsa, che subentrerebbe a Joe una volta concluse le pratiche.
Comunque, dopo la capatina in Comune, l’avvocato newyorchese è rientrato all’hotel “I Portici” per recuperare qualche energia e preparare i bagagli in vista del rientro a New York, in programma per questa mattina via Roma. Io ed alcuni colleghi, non contenti della già lunga giornata, eravamo in Via Indipendenza per provare a strappare anche solo una frase a Tacopina, visto che nel frattempo già cominciava a circolare la voce che il milione fosse stato depositato. E l’attesa alla fine non si è rivelata vana: nonostante la fretta per un treno da prendere sul filo del rasoio, Taco ha affermato “Il mio milione è a Bologna”: frase dichiarata con energia, puntando il dito verso il basso quasi a rafforzare il concetto, con un atteggiamento però un po’ diverso da quello che eravamo abituati a vedere: quasi un misto tra grinta, per aver compiuto un passo fondamentale, e rabbia, e questa ve la spiego tra un po’. Salito sulla macchina, direzione stazione, restiamo ancora un po’ davanti all’hotel, consci che quello che avevamo appena vissuto era un momento storico per il Bologna calcio, con qualche curioso passante che si fermava a chiedere spiegazioni, guardandoci come se fossimo degli alieni perché non riuscivano a capire il motivo della nostra stanchezza e frenesia per le parole appena ascoltate. Senonchè, dopo qualche istante, viene fuori un’indiscrezione a dir poco clamorosa, con l’epilogo di una giornata perfetta che tutto ad un tratto ha rischiato di trasformarsi in un incubo. Cosa è successo, in breve? Va bene va bene, arrivo al dunque cari lettori: in pratica Guaraldi, non chiedetemi il perché, dopo il versamento della cauzione avrebbe modificato le carte in tavola, chiedendo addirittura a Tacopina altri soldi, nonostante i patti fossero chiarissimi. Oltre alla richiesta, già fuori luogo di suo, sarebbe stata errata anche la tempistica. Infatti il tutto sarebbe avvenuto proprio mentre Tacopina stava lasciando l’albergo bolognese, cosa che avrebbe mandato su tutte le furie Joe che a quel punto avrebbe fatto valere le sue ragioni, forte anche della professione di avvocato alle spalle che di certo lo mette in condizione di poter replicare alle pressioni del patron – si spera ancora per poco – rossoblù. Riassumendo: due uomini dalle risorse economiche spropositate si fanno un viaggio transatlantico per venire a Bologna, e trattare la cessione di una società strapiena di debiti, e vengono trattati a pesci in faccia? Vi giuro che in tutta questa storia non ci trovo un minimo di logica, una roba così assurda che farebbe fatica a essere credibile anche solo come barzelletta. E il bello è che lo stesso Tacopina, assieme a Saputo, starebbe pensando di sbandierare alla piazza questo “scherzetto” e adire poi le vie legali. Ovviamente la notizia è ancora troppo fresca per trarre conclusioni affrettate, bisognerà aspettare i prossimi giorni per capire come si evolverà il tutto. Resta il fatto che Guaraldi, se il tutto venisse confermato e in questi casi il condizionale è d’obbligo, ha fatto la scelta peggiore possibile, con la conseguenza che stavolta poteva uscirne fuori una frittatona che nemmeno Fantozzi nel film “Il secondo tragico Fantozzi”.
Quel che importa però è che il milione che doveva arrivare è arrivato. Adesso si può procedere alla fase due, che ha nell’8 ottobre la dead line per il closing. Speriamo davvero che non ci siano intoppi di alcuna sorta, visto che lo stesso sindaco Merola ieri ha ammesso che questa “è un'occasione storica”, di quelle che non ricapitano più. E allora non facciamo scherzi, per cortesia. Ne va del futuro del Bologna.
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