Anche se il caldo estivo non si è fatto ancora sentire con prepotenza, mi sono concesso un paio di giorni al mare utili per eliminare le tossine accumulate dopo i grandi carichi di studio degli scorsi mesi, e soprattutto per ricaricare le pile in vista del rush finale, prima del tanto atteso riposo. E così, adagiato sul lettino e cullato dal rumore delle onde che si infrangono sulla riva, mi sono appisolato in men che non si dica. Ma, nonostante le mie intenzioni fossero quelle di staccare per un attimo da tutti i pensieri, non sono riuscito ad eliminare il calcio dalla mia testa. E’ successo così che, durante il riposino, ho sognato di partecipare ad una partitella in spiaggia, un po’ stile Aldo, Giovanni e Giacomo per intenderci. E sin qui, tutto normale. I miei compagni però non erano amici o ragazzi qualunque, ma persone che conosciamo abbastanza bene: c’era Agliardi in porta, Cherubin a chiudere la saracinesca in difesa, Taider e Lazaros a dar battaglia in mezzo al campo e Capello in avanti. Con me siamo 6, pronti per il più classico dei 3vs3 estivi. Un sogno insomma, che presto si è trasformato in incubo, visto che subito dopo l’inizio del match i miei compagni di gioco hanno cominciato a sfilare via, lasciandomi alla fine solo e sconsolato a contemplare il mare, con la palla che tristemente giaceva lì, ferma tra una cunetta e l’altra di sabbia: Agliardi è andato (anzi, tornato) a Cesena, Cherubin in fretta e furia è corso a Bergamo, Lazaros a Verona mentre Taider diceva di avere un impegno a Milano, sponda Inter. Proprio da dove era tornato Capello, che sembrava quasi sicuro di restare. Invece non è stato così, col primo traghetto che invece lo ha portato in direzione Sardegna.
Manco a dirlo, il risveglio è stato drastico. Mi son reso conto che le troppe operazioni di mercato portate a termine dal Bologna nel giro di poche ore, avevano lasciato un segno nella mia testa. La cosa più brutta però, oltre al fatto che non saprò mai quanto sarebbe finita la partita e se fossi riuscito a segnare un gol, è che i calciatori elencati qualche riga più su hanno lasciato davvero Bologna, per pochi spiccioli nel complesso. Detto di Agliardi e Taider, che sapevamo non sarebbero più tornati alla base – anche se in molti speravano di ricavare molto di più rispetto al milioncino che l’Inter ha pagato per la seconda metà dell’algerino -, volevo un attimo analizzare le altre tre cessioni. Partiamo da Lazaros, autore di un ottimo Mondiale con la sua Grecia, che andrà a rinforzare il Verona di Setti. Circa 1,5 milioni cash versati dai gialloblù nelle tasche del Bfc, nonostante il valore del greco fosse sensibilmente più alto. Ma il bisogno di denaro liquido e di abbassare il monte ingaggi hanno fatto la loro parte. Sostanzialmente per le stesse motivazioni è partito Cherubin, anche se fa discutere la formula scelta: prestito BIENNALE (volutamente scritto in maiuscolo) con diritto di riscatto a favore dell’Atalanta attorno ai 600.000 euro, più o meno quello che risparmierà Guaraldi non pagando più l’ingaggio all’ex centrale rossoblù.
Capitolo a parte merita la cessione-lampo di Capello, tornato nemmeno dieci giorni fa dopo l’esperienza annuale nelle giovanili dell’Inter, e che per molti doveva rappresentare il presente e il futuro dell’attacco rossoblù. Ma si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio, e appena c’è stata occasione di vendere lo si è fatto senza batter ciglio. Il ragazzo classe ’95 approda al Cagliari, alla corte di Zeman che intravede in lui un potenziale campioncino da sgrezzare e far esplodere, un po’ come successo con Verratti, Insigne o Immobile. In cambio 1 milione più il cartellino del giovane difensore greco Oikonomou.
Poco guadagno e tanti addii: una svendita totale insomma, che non finirà certamente qui (scommettiamo che Kone è il prossimo?). Una volta terminata però, dovrà necessariamente iniziare la ricostruzione, per dare a mister Lopez una squadra dignitosa che possa ben figurare in Serie B. E chissà che il buon Diego non si stia già pentendo della scelta appena fatta…
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