Dicesi ‘’sindrome da Chievo’’ quel disturbo che porta le squadre medio-piccole, nel periodo che va da aprile a maggio, a conquistare una miriade di pareggi fino alla fine del campionato, o meglio, fino al raggiungimento della soglia dei 40 punti. Dopodiché, il nulla. Che il nostro Bologna versione 20122013 ne sia afflitto? Archiviati gli insoliti fasti della stagione scorsa, con un finale di campionato pirotecnico (nell'anno della paura generale del calcioscommesse, a voler essere maliziosa... ), i rossoblù stavolta difficilmente scriveranno una pagina di storia. O forse sì. Perché la storia, purtroppo, non è solo dettata dagli eventi sfarzosi e trionfanti a cui Pioli ci aveva abituato in questo anno e mezzo di avventura insieme: è anche scritta da cadute clamorose e rovinose, proprio come quella di domenica a Roma. Il Bologna non perdeva con 6 gol di scarto dal lontano 1991 ed era dall'ancor più vetusto 1986 che un giocatore di Serie A non andava a segno 5 volte nella stessa partita. Più storia di così! La debacle romana datata 5 maggio (un giorno non qualsiasi in quello stadio) ha delle dimensioni epiche per il risultato ma soprattutto per la facilità con cui la Lazio ha impallinato il povero debuttante Stojanovic: 7 tiri e 6 gol, come direbbe Ventura. E ringraziamo tutti insieme il palo di Floccari, altrimenti... Chi segue un po' questo sport sa che imbarcate del genere possono capitare, che nel calcio, come nella vita, esistono giornate ‘’no’’ in cui tutto va storto e che la cosa migliore da fare è resettare e ripartire. Anche perché, Deo gratias, causa turno infrasettimanale si sarebbe giocato dopo appena 3 giorni. Peccato però per l'avversaria: il temibile Napoli di Mazzarri che in comune con la Lazio ha i colori e una forza ancora più veemente. Alla vigilia del mio derby, nei bar bolognesi pare che la domanda ricorrente fosse: ‘’Se Klose, che non segnava da dicembre, ce ne ha fatti 5, con Cavani cosa succederà?’’. Intanto, con immenso gaudio, sfogliando i giornali (ammetto che volutamente mi interesso poco delle altre squadre), noto che il Napoli è già in Champions, così, penso, comunque andrà la partita, forse stavolta non ci sorbiremo 6 mesi della peggior versione del Mazzarri piangente che punta il dito contro il ‘’cattivo’’ Bologna che gli strappa via la coppa dalle grandi orecchie. Come se poi ci fossimo andati noi o, ancor peggio, come se i punti persi per strada prima di affrontarci fossero aria fritta. Già, perché in Italia, se fai il tuo dovere succede questo (ma poi gli stessi personaggi, giustamente o meno accusati di essere impastati nel calcioscommesse, si offendono per il penoso accostamento... ), viceversa se, come domenica, ti inchini senza ritegno alla più forte, accadrà anche di peggio. L'avversario della partita seguente (leggi: Napoli) pretenderà un uguale trattamento, come se da qui alla fine dei tempi il Bologna dovesse prenderne sempre almeno 6... Sarebbe un po' come ragionare così: il Napoli ne ha beccate 2 dal Chievo e ben 5 nel doppio confronto con il modesto Viktoria Plzen, squadra il cui capitano, tale Pavel Horvath (per gli amici Don Chuck Castoro), è così ‘’in salute’’ che a confronto Miccoli sembra un grissino. Ergo, poiché il Bologna è teoricamente superiore a queste formazioni, gli azzurri dovrebbero perdere 7-0! E, last but not least, scommettiamo che se un ‘’cappotto’’ simile lo avessimo rifilato noi si sarebbe parlato di antisportività? Ci sono due scuole di pensiero: chi dice che sia disdicevole infierire sull'avversario moribondo o chi, viceversa, afferma che sia ancor peggio umiliarlo con atteggiamenti di pietà e compassione. L'opinione pubblica s'è sempre spaccata a riguardo ma, se mai toccherà a noi essere protagonisti di una simile giornata, so cosa diranno tutti all'unanimità. Comunque, è arrivato presto il mercoledì sera. Chi vive un derby in casa si riconoscerà nelle mie parole: nelle 12 ore prima della partita i miei occhi vedevamo solo sagome vaganti di persone note e amate ma che per 90 minuti sarebbero stati additati come ‘’nemici’’. Prima del fischio d'inizio c'è stata la consueta firma di un patto di non belligeranza, con clausola tassativa di reciprocità: ergo, a un'imprecazione azzurra ne sarebbe corrisposta subito una rossoblù e viceversa... A parte gli scherzi, per fortuna non sono ammalata di ‘’provincialismo’’ e per me ogni partita ha la medesima posta in palio e identica importanza. Ma per Mazzarri e i suoi adepti? Per costoro il Bologna è una squadra che, per dirla dialettalmente, ‘’caccia la scienza’’ solo contro il Napoli, in barba alla lunga serie di imprese (positive) inanellate dalla banda di Pioli. Forse proprio per evitare di sorbirsi ulteriori piagnistei di chi si è ammalato di ‘’mazzarrite’’, i rossoblù, dopo un primo tempo nervoso come una donna alle prese con le sue ‘’cose’’ mensili, mollano nella ripresa, consentendo senza troppi fastidi a Cavani (a segno solo una volta! Incredibile!) e compagnia bella di sfatare questo benedetto tabù, di portarsi a casa tre punti preziosi e di festeggiare da noi (come sempre e guai quella volta che non capita: oltraggio, non sia mai!) il meritatissimo approdo in Champions League. Già, il merito, questo concetto alieno! Il Bologna, prima di questa maledetta tre giorni ‘’azzurra’’, nell'era Pioli non aveva mai perso con più di due gol di scarto mentre adesso pare che il buon Stojanovic stia ancora facendo la conta con le dita delle ‘’polpette’’ ingerite. Onore al merito di chi vince, a parte quando tocca a noi: lì verranno tirate in mezzo ‘’scienze’’, fortune e ielle varie, casualità, presunte partite della vita, gente che non segna mai se non quel giorno (chiedete al povero Kone) e potrei andare avanti all'infinito. Noi invece incassiamo questo ‘’piacevole’’ bottino di 9 gol in 3 giorni e torniamo a casa, senza dietrologie e sterili sofismi. Intanto, nonostante questi orribili 180 minuti, la salvezza matematica è arrivata. Sul filo di La-Na, direbbe qualcuno: dove La-Na sta per le iniziali delle due ‘’castigatrici’’ azzurre. Pioli ci aveva abituato a tante pagine di storia (e le due suddette formazioni ne sanno qualcosa) e, diciamolo, ci avevamo messo il pensiero stupendo anche stavolta (basti pensare che siamo l'unica squadra che ha battuto i partenopei in casa). Purtroppo però il calcio, come la vita, a volte ti illude, sembra coccolarti per poi scoprire la verità, che nella sua essenza, punge, eccome. Proprio come la La-Na.
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