Se i tifosi delle altre squadre si chiedono a cosa serva la giornata conclusiva di campionato, soprattutto nelle ultime stagioni in cui i verdetti principali sono arrivati praticamente a Pasqua, noi del Bologna la risposta ce l'abbiamo ben chiara: i 90 minuti finali di un'avventura lunga 38 tappe sono la passerella di addio dei nostri beniamini che in ogni sessione di mercato si staccano dalla maglia rossoblù come i frammenti di un mosaico ormai vetusto e abbandonato. I tasselli di questa che si preannuncia come una lunga estate caldissima si chiamano Alessandro Diamanti e Diego Perez, quasi sicuri partenti, con l'aggiunta di altri punti interrogativi come Frederik Sorensen, Panagiotis Kone e, dulcis in fundo, ci potrebbe scappare qualche sorpresa con il richiestissimo jolly di centrocampo Saphir Taider. Non è un caso che tra i migliori di Bologna-Genoa ci siano stati proprio Alino e Kone che hanno deliziato la platea del ‘’Dall'Ara’’ con i pezzi pregiati del loro repertorio: il trequartista di Prato ci ha provato per tutta la partita con il suo sinistro fatato e con delle fantastiche serpentine atte a far ingolosire ulteriormente le sue tante pretendenti, mentre il centrocampista greco ha sfoderato rovesciate e sforbiciate, il piatto forte di questa stagione, ma purtroppo senza esito. La partita si è conclusa con quello che potrebbe sembrare un pallido 0-0 ma che in realtà nasconde tante emozioni, dentro e fuori dal campo. Ma cominciamo con ciò che è successo all'interno del rettangolo verde: senza voler essere prolissi, la giusta sintesi della gara è che il Bologna ha cercato con fame e grinta la vittoria ma si è scontrato contro il proverbiale cu... ore delle squadre di Ballardini, impattando contro traverse, reti giustamente annullate e un Donnarumma in giornata di grazia. Ah, Donnarumma è il cognome del portiere del Genoa, prima che a qualcuno venga in mente che si possa trattare di qualche offesa omofoba... Già, perché noi non ci facciamo mancare niente: per restare in tema di ambiguità, nel ‘’triangolo’’ Moscardelli-Borriello-Diamanti quest'ultimo pare si sia fatto scappare una frase poco ortodossa nei confronti del bomber genoano e la speranza è che sia una di quelle classiche cose che si dicono in campo in piena trance agonistica (ironia del caso: si legge trans... ) e non che il nostro capitano sia già entrato in clima Juventus, con annesse cadute di stile varie. Capitano, la parola magica. E' inutile fingere indifferenza avanti al primo approdo al ‘’Dall'Ara’’ di Portanova con la sua nuova maglia: sono passati 4 mesi dal suo tumultuoso addio, ho notato che ha cambiato pettinatura, che ha messo su dei chiletti e forse ha perso pure qualche capello. Suvvia Giusy, tutto ciò non ti è servirà a rendere meno amara quella visione! Premesso che resto dell'idea che la sua cessione sia convenuta a tutti e che, data l'età del difensore romano, sia stata anche una bella mossa del nostro Guaraldoni. Ma è indubbio che emotivamente è una botta che ha scosso i tifosi rossoblù, già provati dal recente addio del precedente capitano, Marco Di Vaio. E il futuro? Le previsioni pessimistiche parlano della solita fascia che verrà spostata da un braccio all'altro, con l'ennesima staffetta di capitani e la conseguente scia di polemiche, dispiaceri e quel brutto retrogusto di pensare che per i giocatori portare quel vessillo distintivo del nostro Bologna conti poco o niente. Noi che, uomini, donne, anziani e bambini, con la maglia rossoblù giocheremmo anche gratis pur sapendo di rischiare l'esplosione della milza e un infortunio muscolare al giorno (ma per quello c'è già Curci... ). Intanto, mentre mi tormento pensando ad imminenti scenari catastrofici di calciomercato, con l'addio pure di Gilardino e quindi l'elezione di Gimenez come nuovo capitano (!) per la stagione 20132014, leggo in giro che Portanova ha già cominciato a fare le sue famose grigliate di fine anno anche nel Genoa, proprio per il ciclo ‘’life goes on’’, come cantavano i Beatles. Peccato che a noi una di quelle bistecche (e annesso ‘’aftermath’’) stava per rimanerci sullo stomaco e costarci due punti di penalizzazione... Ma poco importa, Materazzi è contento di poter dire che anche stavolta il suo assistito ha salvato la squadra dove gioca: con tutto il rispetto, penso che il vero talismano del ‘’Grifone’’ quest'anno sia stato Zamparini che (da come vedete ne ho per tutti), qualche settimana fa, si preoccupava tanto, forse troppo, del rendimento del Bologna in occasione della partita con il Genoa, ironizzando su una facile vittoria dei rossoblù ospiti, senza pensare prima al suo Palermo, falcidiato dalle ennesime follie sportive dell'imprenditore friulano. Orbene, chi è causa del suo mal pianga se stesso. E noi, per cosa piangiamo? Per l'addio sempre più probabile di Diamanti e l'ennesimo cambio di quella fascia che, a questo punto, sembra maledetta? Ma pazienza, sono cose che capitano, anzi, che... capitàno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA