Dell'intricata vicenda Guaraldi-Zanetti-Tacopina-Saputo si è scritto e detto tanto nelle ultime settimane e negli ultimi due giorni sopratutto. In attesa che Zanetti sbarchi in città e spieghi ai giornalisti, agli amministratori comunali e ai tifosi i motivi che lo hanno spinto a investire nuovamente – e in maniera pesante – nel Bologna ora e non qualche mese fa, quando magari si poteva evitare il punto di penalizzazione e portare avanti un mercato a costo un po' più che zero, le certezze riguardo la società Bologna sono poche, ma più chiare che in passato: Albano Guaraldiresta presidente, ma depotenziato dall'ingresso di Luca Baraldi nel CdA, fino al termine della stagione; il Bologna non rischia più il fallimento e può iniziare a ragionare a più lungo raggio; la porta per Joey Saputoresta aperta, ma non spalancata, mentre per Joe Tacopina il Bologna resterà solo un'illusione cullata a lungo – e in due diversi periodi – che però è destinata a concretizzarsi.
Detto della società, su cui sicuramente si continuerà a vigilare, scrivere e parlare almeno finché non verrà fatta piena chiarezza sugli avvenimenti degli ultimi mesi e su un futuro che dovrebbe vedere Zanetti al comando, c'è da parlare delle questioni meramente di campo con un Bologna che oggi pomeriggio scenderà nuovamente in campo per la terza gara in sette giorni. Una settimana iniziata male con la sconfitta casalinga contro il Crotone e continuata meglio con la vittoria su un campo difficile come quello di Terni e che vede in coda il Bologna tornare al Dall'Ara per cogliere quella vittoria che manca ormai da sei mesi. Un'astinenza preoccupate che deve essere spezzata al più presto per non compromettere una stagione partita al di sotto delle aspettative.
Una vittoria potrebbe sbloccare mentalmente una squadra che – al netto dei molti cambi rispetto alla passata stagione – è sempre prigioniera degli stessi fantasmi e che, fra quelle che dovrebbero essere le mura amiche, si trova a giocare senza lucidità e tranquillità con addosso una pressione che blocca la testa prima ancora delle gambe. Una situazione ormai insostenibile a cui deve essere posta fine al più presto per il bene della squadra e della piazza che dopo aver sognato – a torto o a ragione – un futuro in grande stile coi dollari americani, deve compattarsi al fianco della squadra – e non per questo al fianco della società – per provare almeno a realizzare il sogno di una veloce risalita nella massima serie, il palcoscenico che gli compete per blasone e palmares e un giorno, si spera vicino, anche per meriti societari.
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