La Serie B è un campionato lunghissimo.

La Serie B è un campionato difficile.

La Serie B è un campionato lunghissimo.

La Serie B è un campionato difficile.

La Serie B è un campionato lunghissimo.

La Serie B è un campionato difficile.

Sembro Jack Torrance di Shining che batte a macchina la sua litania, anche se sicuramente i miei coinquilini sperano che non degeneri allo stesso modo, tuttavia mi sembra utile ripeterselo dopo quanto successo sabato. Perché quelle parole vengono ribadite fin da quest’estate, da chiunque, ma ora ho l’impressione che per molti fossero solo delle semplici frasi fatte: non ci sono più le mezze stagioni, Sean Connery è molto più bello adesso che da giovane, ai miei tempi certe cose non succedevano, la Serie B è un campionato lunghissimo e difficile.

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No, non è così. Perché le mezze stagioni esistono eccome, Sean Connery quando interpretava James Bond era un maschio pauroso, ai tuoi tempi certe cose succedevano eccome ma magari non venivi a saperlo e invece la Serie B è proprio un campionato lunghissimo e difficile. Il Bologna sabato ha affrontato una delle formazioni più attrezzate del torneo, e ha perso. Ci può stare, ci sta. Niente panico. Quei novanta minuti (anzi, quindici) dell’Ardenza non possono cancellare i sette risultati utili consecutivi macinati sin lì dai rossoblù, così come non possono essere spazzate via tutte le lodi (meritatissime) profuse verso il gruppo, mister incluso.

La prestazione del Bologna contro il Trapani è stata una sinfonia, la migliore stagionale, composta da trame di passaggi e verticalizzazioni, rapidità e giocate di prima. A Livorno, invece, è andata diversamente. È stata un’avversaria più quadrata quella di Gautieri, che non ha consentito ai rossoblù di esprimersi come sapevano. E che, nonostante questo, fino a dieci minuti dalla fine erano ancora in vantaggio. Poi sono arrivate le sberle di mamma, una mamma brava a cucinare il caciucco che ci ha ricordato dove siamo.

Le chiamo sberle di mamma perché potranno pure risultare salutari, con il vantaggio che, a differenza di quando eravamo bambini, sappiamo benissimo perché le abbiamo prese. Le abbiamo prese perché ce la siamo fatta sotto, e nella pressione amaranto finale ci abbiamo capito davvero poco. Le abbiamo prese perché i cambi sono stati discutibili, a posteriori, e rinunciare del tutto a qualcuno là davanti è una scelta decisamente opinabile. Le abbiamo prese perché di pagnotta dobbiamo mangiarne ancora tanta per diventare una squadra completa. Non le abbiamo prese perché meritavamo di perdere, né perché siamo una squadra di bidoni, né perché il mister è un bollito.

Il prossimo impegno sarà contro il sorprendente Carpi, terza sfida di fila d’alta quota. Il bilancio ora vede una vittoria e una sconfitta, e per fortuna ci sarà un’intera settimana di tempo per preparare la sfida. Sia per la squadra, sia per noi. La squadra lo farà allenandosi, noi invece lo faremo così. Ripetiamo insieme:

la Serie B è un campionato lunghissimo.

La Serie B è un campionato difficile.

La Serie B è un campionato lunghissimo.

La Serie B è…

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