Casarini, Djokovic, Troianiello, Matuzalem, Zuculini e Laribi. Quella appena elencata non è la lista di figurine che ho trovato spulciando in qualche vecchio cassetto, ma quella degli acquisti - in rigoroso ordine cronologico - effettuati fino a ieri per la mediana rossoblù. Ben sei elementi di assoluto valore per la Serie B, che in un solo colpo rendono quello che fino a maggio era il reparto assolutamente più carente, se non addirittura il punto debole del Bfc, in una certezza quasi assoluta. Forse adesso, contando anche il fatto che in rosa attualmente ci sono ancora Pazienza, Perez, Kone, Pulzetti, Ibson, Yaisien e pure Riverola, cominciano ad essere un po’ troppi. Ma “melius abundare quam deficere” dicevano i latini, con le cessioni che faranno il resto.
A ‘sto punto, prima di proseguire oltre con l’analisi di quello che potrebbe essere il prossimo centrocampo rossoblù, volevo condividere con voi una riflessione. Spesso, ultimamente, faccio una gran fatica a capire quale sia la realtà dei fatti: da un lato, si parla di conti in disordine e di una società che potrebbe non arrivare a fine stagione; dall’altra, vedo una squadra che, sotto la sapiente mano di Fusco e le oculate indicazioni di mister Lopez, sta venendo su che è una meraviglia, attacco a parte ovviamente dove ora andranno concentrati tutti gli sforzi. Dove sta la verità? Dobbiamo restare preoccupati per la situazione finanziaria o possiamo rilassarci per un attimo e pensare solo alle questioni di campo, magari sognando una pronta risalita dopo un solo anno di purgatorio? Anche qui mi sa che tocca chiedere l’ausilio agli antichi latini, che ci insegnano che “in medio stat virtus”. Che tradotto in parole povere significa: buttiamo un occhio da una parte e uno dall’altra, cercando né di gettarci nello sconforto se non arrivano acquirenti, né di esaltarci ai primi segnali positivi e ai primi punti conquistati. Tanto dobbiamo metterci in testa che questa stagione andrà vissuta giorno dopo giorno, sabato dopo sabato, senza fare previsioni troppo in là, sempre tenendo a mente, come già scritto nello scorso editoriale, cosa è successo a Siena.
Tornando al campo, vediamo quale potrebbe essere il centrocampo titolare del Bologna per la prossima stagione. Io opterei per Matuzalem vertice basso della linea a 3, a far legna e allo stesso tempo a dettare i tempi di gioco di una squadra che finalmente, dopo anni, potrebbe aver trovato un vero e proprio “play” che sappia far girare i compagni. Ai suoi lati, scelgo Zuculini, che ho eletto a nuovo idolo fin dal giorno della sua presentazione per la voglia dimostrata e per le qualità che prima o poi farà vedere, e uno tra Laribi e Casarini, con la scelta che comunque dipenderà dalle idee del mister: il primo, proveniente dal Sassuolo e reduce da mezza stagione in Serie B col Latina durante la quale è riuscito, nel finale, a dare una mano al club pontino con due goal al Cesena sul finire della regular season e uno, fondamentale, nella semifinale play-off contro il Bari, ha doti spiccatamente offensive potendo giocare anche come ala o trequartista dietro le due punte; mentre il secondo, rientrato dal prestito alla Virtus Lanciano dove è stato uno dei pilastri, ha qualità più di contenimento e può essere utile in fase di non possesso. Insomma, la scelta sarà basata sull’atteggiamento che vorrà impiegare Lopez. Definita la mediana, anche qui il resto andrà valutato in base alle decisioni del mister. Se sarà trequartista più due punte, il ruolo di fantasista potrebbe essere interpretato dallo stesso Laribi, con l’inserimento di Djokovic (di ritorno dopo il prestito al Cluj) a centrocampo, o da Troianiello. Nel caso invece di tridente, credo che oltre al già citato Laribi vada presa anche un’altra ala.
Ci affidiamo in ogni caso a Fusco, che fino ad ora non ha sbagliato un colpo e che, dopo aver fatto il grosso del suo compito, deve ultimare il lavoro vendendo quegli elementi che hanno mercato come Antonsson, Kone e Bianchi, per poi regalarci un altro centrale e almeno una punta di categoria. Ve lo immaginate un Ardemagni o un Cacia, o perché no entrambi, lì davanti protetti da questo buon centrocampo e da una difesa altrettanto disceta? Io sì, e a quel punto credo proprio che sia lecito non porsi alcun limite.
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