Eccomi qua, dopo un’altra settimana, a pensare all’argomento di questo editoriale. Do uno sguardo a quello precedente, e mi viene quasi da piangere. Nemmeno sette giorni fa (sette giorni appunto, mica anni), ero qui a raccontarvi della palpitante giornata chiusasi con il versamento della famosa cauzione da un milione da parte di Joe Tacopina, che sembrava davvero ad una spanna dal traguardo. In quel pezzo si mischiavano emozioni e sogni di chi, con occhi da bambino, stava assistendo ad un qualcosa di storico, senza esagerare. E’ svanito tutto qualche ora dopo, proprio mentre il mio editoriale era ancora online qui su TBW, con queste parole: “Il Bologna F.C. 1909 comunica che oggi 25 settembre 2014 a Treviso si sono incontrati il Presidente Albano Guaraldi, il Sig. Gianni Morandi e il Dott. Massimo Zanetti. A seguito dell'incontro, il Dott.Zanetti rende noto che sottoscriverà un aumento di capitale nel Bologna F.C. 1909 in grado di consentire la continuità aziendale, confermando la fiducia nei quadri dirigenziali, nell'allenatore e nella squadra”. Boom, fulmine a cielo (finalmente) sereno che spazza via tutto quello di cui avevamo parlato durante quel 25 settembre: niente più appeal internazionale, niente più stadio… Niente di niente. Che poi non me ne voglia il dottor Zanetti, per carità, ma l’American Dream era tutta un’altra cosa. Da lì in poi, in città si sono formati subito due schieramenti: quelli pro Tacopina, che si sono mostrati anche sabato con uno striscione esposto allo stadio con su scritto “We want Joe”, e quelli comunque rassicurati dall’intervento del re del caffè. Va bene tutto, ma io una cosa non l’ho proprio capita: a quanto pare, l’attuale dirigenza vorrebbe trattare solo con Joey Saputo, mentre non sarebbe stato gradito l’atteggiamento di Tacopina. Ma dove ha sbagliato l’avvocato newyorchese? Probabilmente non saranno piaciuti i modi un po’ “teatrali”, resta il fatto che lui quello che aveva promesso lo ha poi messo in atto, e sono certo che non si tirerà indietro facilmente, come lui stesso ha ammesso nel videomessaggio diffuso qualche giorno dopo il ritorno di Zanetti. Che poi l’aumento di capitale è ancora tutto da fare, e per quanto successo ultimamente, è lecito aspettarsi ancora qualche ribaltone.
Se vogliamo, l’unica nota positiva di tutta la vicenda è data dalla squadra, che sabato contro il Cittadella si è mostrata sbloccata dal punto di vista mentale, finalmente sgombra da tutti i cattivi pensieri e libera di mostrare le proprie qualità sul rettangolo verde. Ed infatti quello contro i veneti è stato in assoluto il miglior Bologna dell’era Lopez, una squadra aggressiva capace di andare subito in vantaggio e di tenere ritmi altissimi, costruendo inoltre 10-12 palle gol e rischiando pochissimo in difesa. Ecco, l’unica pecca probabilmente è stata la mancanza di concretezza sotto porta, che invece si era vista a Terni, ma d’altronde non si può mica voler tutto dalla vita. Quel che conta è stato il ritorno alla vittoria in casa, e soprattutto l’aver messo in cascina la seconda vittoria consecutiva, che adesso fa respirare a Cacia e compagni aria di alta classifica. Mi sembrava di sognare mentre guardavo la classifica subito dopo il fischio finale del match contro il Cittadella: vedere il Bologna a cinque lunghezze (-1 compreso) dal Perugia capolista, dopo l’inizio di stagione che abbiamo vissuto, è in effetti quasi un sogno. Ora però viene il difficile, ovvero confermarsi. E in tal senso, il prossimo turno può rappresentare un ulteriore spinta per spiccare definitivamente il volo: il Bologna andrà a far visita al Vicenza, nel mentre ci saranno alcuni scontri diretti in alta quota come Bari-Modena, Carpi-Pro Vercelli, Trapani-Latina e Ternana-Avellino, con Frosinone e Perugia che andranno a far visita infine a Catania e Spezia.
Insomma, con qualche notizia favorevole dagli altri campi e soprattutto col bottino pieno raccolto a Vicenza, potrebbe veramente iniziare un’altra stagione per il Bologna e per i suoi appassionati. Quindi concentrazione sui risultati del campo e un occhio sempre vigile alle vicende societarie, che possono regalare novità, forse sogni, da un momento all’altro. Ligabue, in un suo famoso pezzo, cantava di quelli “Tra palco e realtà”. Sotto le Due Torri invece, travisando un po’ le parole del cantante di Correggio, siamo ormai tutti “Tra campo e realtà”, sognando prima o poi di poter tirar fuori dai nostri armadi le bandiere a stelle e strisce.
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