~~Bologna è il massimo. Dalle stalle alle stelle (e strisce) in una settimana e poco più. Segno che qui pessimismo ed ottimismo sono le due facce della stessa medaglia, perché se con estrema facilità ci si abbatte nelle situazioni difficili, quando le cose sembrano girare per il verso giusto si parla già di scudetti e champions league.
Nell'euforia generale ci dimentichiamo di quante volte si è stati ad un passo dall'essere acquistati dal magnate di turno, ma poi non è mai successo e tutti i magnati sono scappati con i loro milioni, oppure hanno semplicemente smentito. Da Del Vecchio a Taci, da Zanetti a Volpi, in questi anni i cuori dei tifosi sono stati messi a dura prova ed il finale amaro di tutte queste vicende è stato il medesimo, la delusione per il nulla di fatto. Segno che quando si parla di milioni di euro le trattative sono complicate e l'inghippo è dietro l'angolo.
Siamo passati da Tacopina 2.0 a Saputo e da Saputo a Kobe Bryant in due giorni. Certo i titoli dei giornali non aiutano a stare con i piedi per terra. In questo momento le alternative di pensiero sono due: o si tratta dell'ennesima e mastodontica presa per i fondelli collettiva, oppure si sta per avverare il sogno che tutti noi attendiamo, dalla morte di Dall'Ara in poi. Non è così che funziona. Nel mezzo ci sono un sacco di sfumature (non di grigio, ma di rosso e blu).
Non più di tre settimane fa, l'unica alternativa era Guaraldi. Qualunque tifoso del Bologna si sarebbe accontentato del primo Mr Puffarol di turno, pur di liberarsi dell'attuale presidente. Tempo pochi giorni e non ci accontentiamo più di Tacopina, ora vogliamo che dietro ci sia per forza un magnate.
Calma e gesso, facciamo un passo alla volta, prima liberiamo il Bologna da Guaraldi, poi penseremo al futuro. Anche perché abbiamo un campionato da affrontare e la squadra fino a gennaio sarà quella di Fusco. Il rischio distrazioni è concreto e non dimentichiamoci che la serie b non è una passeggiata per nessuno. In questa categoria, se in campo non sputi sangue, gli avversari ti camminano in testa, perché laddove viene a mancare qualità rispetto alla serie A, si cerca di recuperare con la corsa, con la determinazione, con la cattiveria.
Squadra e tifosi dovrebbero mantenere un profilo basso ed attendere gli eventi concentrandosi sul domani e non sul dopodomani. Per come siamo messi in questo momento, l'importante è continuare ad esistere e terminare il campionato senza fallire: per i sogni c'è tempo.
Certo è difficile non lasciarsi trasportare con la fantasia quando si leggono notizie di quel calibro, ma sarebbe un errore credere di essere già in fondo al tunnel, per ora si tratta solo di scoop, nulla di più. L'ufficialità non è mai scontata, ne sappiamo qualcosa.
Questo è il momento del silenzio, il momento di lasciare che i professionisti lavorino. Diamo il tempo a Joe Tacopina di dimostrare la validità della sua proposta, vigiliamo sulla situazione, ma senza dare nell'occhio, senza fare troppo clamore.
Se un giorno poi arriverà la notizia, con l'ufficialità del passaggio di proprietà, allora potremo far partire i clacson e stappare champagne fino a tarda notte. Ma allo stato attuale delle cose non ha senso festeggiare, perché il club è ancora nelle mani dell'artefice della retrocessione.
Oggi in campo affrontiamo il Crotone, una squadra dal profilo basso, che proprio per questo dobbiamo rispettare. In settimana a Crotone non si è visto nessun Joe, non si è parlato di nessuna stella Nba e di nessun magnate interessato, la loro classifica piange ed hanno più esperienza di noi in questa categoria. Ecco perché dobbiamo scendere in campo senza pensare di avere già i punti in tasca. Dovremo sudarceli.
Oggi è il giorno in cui Lopez deve guadagnare i primi tre punti in casa. Oggi è il giorno del giovane Stojanovic. Stiamo vicini ai ragazzi e per un giorno dimentichiamoci di Tacopina, di Saputo e di Bryant. Vinciamo questa partita. Forza Bologna.
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