La squadra ha fatto un punto nelle ultime due partite. La classifica dice che oggi siamo sesti. Colui che doveva essere il bomber designato non vede la porta da una vita e in questa stagione non ha ancora fatto goal decisivi. E, per non farci mancare nulla, il nostro presidente e il suo braccio destro sono già in rotta. Sembra la descrizione di uno scenario da incubo che potrebbe far pensare alle cose peggiori, ma in realtà non è per niente così. Sarà che dopo l'avventura guaraldiana tutto appare migliore e pensare di scendere più in basso di quanto era stato fatto nella gestione precedente sembra impossibile, ma cerchiamo di approfondire questi quattro aspetti senza volerci vedere il tutto troppo negativamente.
Punto primo: la squadra viene da un punto in due partite. I numeri parlano chiaro, però bisogna anche considerare le gare che sono state giocate e le avversarie affrontate. Della gara contro il Livorno se ne è parlato fin troppo: sono stati commessi degli errori, la squadra e i singoli avranno capito e penso che difficilmente ci troveremo davanti a situazioni simili più avanti. Per quanto riguarda invece la partita contro il Carpi, il discorso è diverso; al di là della buona qualità degli uomini di Castori che si sono presentati al Dall'Ara da primi della classe, non è mai facile affrontare squadre che si chiudono in difesa e tentano di fare male ripartendo in contropiede. Il Bologna ha fatto la sua gara, ha creato buone occasioni e, un po' per demeriti propri e un po' per bravura altrui, non ha ottenuto la vittoria. Quindi ok, un punto in due partite non è una media da promozione, ma la squadra ha comunque fatto vedere, nel complesso, di essere “sul pezzo”, come si dice in questi casi.
Punto due: siamo sesti in classifica dopo avere accarezzato la vetta non più di due settimane fa. Siamo sesti, con tre punti di distanza dalla prima e con davanti squadre che, a mio parere, non potranno tenere questa media punti per tutta la stagione. Sarebbe stato diverso nel caso davanti ci fossero state Catania, Livorno o Bari. Poi siamo tutti d'accordo sul fatto che la serie B sia un campionato lungo e impronosticabile, ma alla lunga la qualità conta più dell'agonismo che certe compagini mettono in campo.
Punto tre: la situazione di Cacia. Tre goal in campionato, due nelle prime due ed uno contro il Varese quando la partita era ormai chiusa. Ma al di là della scarsa vena realizzativa, quello che preoccupa maggiormente è il modo di giocare dell'attaccante che ultimamente è fermo, statico e nervoso con i compagni se non servito a dovere. Non facciamone però un dramma. Gli attaccanti vanno a periodi, questo è uno di quei momenti nei quali fa una fatica folle a vedere la porta. Le qualità non mancano, la certezza che possa essere decisivo neppure. Ha bisogno di sbloccarsi: dopo le cose prenderanno una piega differente.
Ed infine è giusto soffermarsi anche sulla diatriba che è venuta fuori negli ultimi giorni tra Saputo e Tacopina in merito alla questione direttore sportivo. Se sarà Corvino o Fusco, lo scopriremo solo nei prossimi giorni dopo i consigli di amministrazione. Penso che però non ci sia bisogno di creare delle polemiche inutili, con frasi e discorsi disfattisti come si è letto negli ultimi giorni: se anche c'è una dissidenza tra le parti, mi auguro che i due soci possano arrivare ad un compromesso che faccia contenti entrambi, senza che ci possano essere ripercussioni sul Bologna.
Analizzando quindi nel dettaglio la situazione, non è poi tutto così critico. Anzi. C'è qualcosa da migliorare, ma questa è una costante di ogni momento. Nel frattempo godiamoci la Primavera che ha battuto la Juventus in una gara veramente bella. Nella speranza che questo sia solo il preludio di qualcosa di non troppo lontano..
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