Il precampionato del Bologna è finito sabato scorso con la sconfitta in terra inglese patita per mano del West Bromwich Albion e di un giocatore come Anelka che nei suoi sei mesi italiani ha destato più sorrisini ironici che applausi. La sconfitta sulla carta era un risultato pronosticabile visto che l'avversario non solo era più avanti nella preparazione ma anche teoricamente più forte avendo concluso l'ultima Premier League all'ottavo posto. Il problema risiede piuttosto nel fatto che di fronte all'unica sfida degna di nota dell'estate il Bologna si sia presentato praticamente disarmato e pronto a consegnarsi con imbarazzante facilità. In realtà però bisogna ammettere che la squadra di Pioli durante tutte le partite del precampionato ha messo in mostra sicuramente molto meno di quanto fatto vedere durante gli allenamenti non tanto a livello tecnico-tattico quanto invece di voglia e agonismo. Il livello molto basso degli avversari affrontati sicuramente non ha aiutato ad innalzare il furore agonistico di Moscardelli e compagni e quindi onestamente risulta davvero incomprensibile pensare di programmare un'estate su amichevoli contro avversari come Bolzano, Pontedera e Carpi. Il Bologna alla fine ha disputato ben otto amichevoli ma non ha mai davvero alzato il livello della competizione riducendosi però a patire una sconfitta piuttosto imbarazzante anche per mano del Kalloni, appena promosso nella massima serie greca. Diciamo anche che il calcio d'estate ovviamente conta il giusto e che anche le altre squadre di medio-bassa classifica in generale si sono accontentate di affrontare avversari di basso profilo. Basti pensare al Chievo impegnato contro una selezione di Dilettanti, al Torino che ha sfidato l'Apollon Limassol o all'Atalanta andata in scena contro la Pergolettese. Per quanto riguarda i rossoblù però bisogna ammettere di non aver mai visto un gioco particolarmente spumeggiante se non per evidenti demeriti degli avversari e che aver potuto contare su Diamanti solo nelle ultime quattro amichevoli è stato un notevole handicap che rischia di ripercuotersi sull'avvio di campionato. Perchè se da un lato è vero che uno come il capitano rossoblù non disimpara a giocare a calcio in un mese, è altrettanto indiscutibile che serva tempo per trovare intesa con un reparto offensivo che non solo si ritrova Bianchi al posto di Gilardino, ma che ha perso anche una pedina importante come Gabbiadini rimodulandosi sull'asse greca formata da Kone e Christodoulopoulos. Se poi le ultime settimane di mercato portassero ulteriori rivoluzioni ecco che i guai aumenterebbero e si rischierebbe di vanificare completamente il lavoro svolto tra Andalo e Sestola.
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