Viene fin troppo facile parlare di mercato ed essere soddisfatti nel constatare che il Bologna è una delle squadre più attive non solo della cadetteria, ma anche della serie A. Il merito? Va spartito equamente tra diversi personaggi: su tutti, ovviamente, Joey Saputo e in generale la società, che ha deciso di investire per assicurarsi la serie A a fine campionato. Saputo sta dimostrando che alle belle parole spese in autunno quando decise di unirsi al progetto di Tacopina, sta unendo anche i fatti: i denari ci sono, vanno spesi bene, ma ci sono. E per spendere bene questi soldi, il chairman rossoblù si è affidato ad un professionista come Pantaleo Corvino, personaggio di spicco e uomo capace di fare il suo mestiere: il suo carisma, le sue conoscenze di calcio e il suo “nome”, stanno diventando i punti chiave della campagna aquisti rossoblù. Lo scorso anno il mercato veniva fatto da un personaggio come Zanzi, figura che agli occhi degli addetti ai lavori valeva come il due di bastoni quando briscola è denari: i tempi sono cambiati, e si vede anche in queste cose. Non solo la dirigenza e Corvino, però; una piccola parte di merito va data anche ai tifosi, attraverso il clima e l'ambiente che stanno creando attorno alla squadra: la società vede l'amore dei sostenitori e sa che investendo può facilitare il raggiungimento del traguardo prefissato. Proprio da qui comincia un'inevitabile catena: i risultati sul campo portano maggior seguito, quindi maggiori introiti e di conseguenza un (anche seppur piccolo in proporzione) ritorno degli investimenti fatti e dei soldi spesi. Si può quindi dire che, paradossalmente, spendendo si potrà guadagnare: la società lo sa, e se l'amore della gente può portare a questo, allora è giusto renderla felice. Ecco perchè i tifosi stanno avendo un ruolo importante. Tornando per un attimo al mercato in entrata, i giocatori arrivati portano un bagaglio tecnico e di esperienza sicuramente importante: Mancosu, Mbaye, Sansone, Da Costa, Gastaldello e (forse) Krsticic sono esattamente ciò di cui il Bologna ha bisogno. Non servono delle “prime donne”, e quindi poco male se Ilicic ha declinato l'offerta e Giovinco ha preferito i dollaroni canadesi. Sono arrivati degli uomini che hanno sempre fatto della gavetta, che sanno cosa vuole dire sacrificarsi e che, grazie proprio alle loro qualità, possono diventare l'arma in più per questa squadra, non solo sul campo. Dal punto di vista tecnico si possono fare tanti discorsi, partendo dal fatto che se davvero arriverà Krsticic, ci sarà una sovrabbondanza a centrocampo, si può parlare del ruolo che avrà Da Costa, ci si può chiedere chi sceglierà Lopez nel reparto attaccanti con così tante possibilità, e così via. Ma sono dell'idea che un allenatore possa essere solamente soddisfatto quando ha a disposizione più soluzioni e può farle ruotare a seconda delle esigenze; in più, sono convinto che se la squadra continuerà a vincere e fare bene, l'orgoglio personale di un giocatore che troverà meno spazio, verrà schiacciato dai risultati che otterranno i compagni in campo. E se c'è una cosa che quest'anno sembra trapelare dallo spogliatoio rossoblù, è proprio l'amalgama e la coesione che si è creata tra i giocatori, elemento indispensabile per tutti i grandi successi sportivi, e non solo. È un momento decisamente positivo per il Bologna, e il mercato sta contribuendo a renderlo ancora migliore. Dopo servirà solamente lavorare ed essere pronti a trasformare quello che è un sogno in una vera e propria realtà.
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