di Mario Giuliante

La beffa di Genova a pochi minuti dalla fine lascia ancora una volta una brutta sensazione mista ad amarezza che sa di beffa. L’approccio contro la squadra di Mandorlini era sembrato ancora una volta quello giusto, che poteva portare a qualcosa di buono. L’unica paura era quella di non perdere la concentrazione nel finale, negli ultimi minuti, per non rivivere ancora una volta quella sensazione. Purtroppo la musica non è cambiata e, nonostante il gol di Viviani, i miracoli di Mirante, il sacrificio (inutile) di Torosidis, tutto è svanito quando Ntcham ha deciso di punire il Bologna ancora una volta, con un eurogol che letteralmente “ha tirato fuori dal cilindro quando tutto sembrava perduto”. Le motivazioni del Genoa erano chiare: fare risultato per rispondere alle dure contestazioni della tifoseria. Altrettanto erano chiare quelle del Bologna: vincere per scrollarsi di dosso un po’ di polvere accumulatasi dalle ultime sconfitte. Tutto secondo programma ma, ancora una volta, quei fatali minuti a cancellare quanto provato a fare di buono nei precedenti ottanta. Che ti succede Bologna? Dove vai a finire in quegli ultimi dieci minuti?

Tifosi Bologna

Le componenti che portano ad una vittoria sono tante: buon gioco, gol, buona difesa, sacrificio in campo, corsa, gol, voglia di crederci fino alla fine e fortuna. Le ultime due, forse, sono quelle che negli ultimi tempi hanno meno fatto capolino nel destino dei rossoblu. Certamente non abbiam visto sempre un bel gioco ma a sprazzi sì; lo stesso si può dire dei gol che non son piovuti dal cielo (complice anche questa incapacità di arrivare alla conclusione con facilità). Ma ormai gli alibi cominciano a scarseggiare ed è necessario, per forza di cose, cambiare la rotta. Domenica sera in casa, davanti al proprio pubblico, i felsinei troveranno la Lazio di Simone Inzaghi che sta vivendo un momento positivo sia in campionato che in Coppa Italia. Immobile, Keita, Felipe Anderson, Parolo, Biglia a comporre una squadra che proverà a mettere in difficoltà il Bologna e continuare il suo rullino di marcia. Mirante, Oikonomou, Dzemaili, Krejci, Verdi e Destro (tornato a disposizione ed in ballottaggio con Petkovic) per arrestare i biancocelesti. Chi la spunterà? All’andata fu Helander a regalare una quasi gioia a Doandoni che stava per assaporare una vittoria sfumata alla fine con il rigore (assegnato ma inesistente) segnato da Immobile. Un Bologna in debito con la fortuna contro la Lazio: magari domani questo debito potrebbe essere saldato.

Sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro la nostra vita è tutta li in questo consiste e in quei 10 centimetri davanti alla faccia ma io non posso obbligarvi a lottare dovete guardare il compagno che avete accanto guardarlo negli occhi io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra signori miei perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto qui. Allora che cosa volete fare? Ogni maledetta domenica si può vincere o perdere ma l'importante è vincere o perdere da uomini”. Il discorso finale di Al Pacino nel film Ogni maledetta domenica ad intrecciarsi con le speranze e fortune che passeranno Domenica al Dall’Ara contro la Lazio. Novanta minuti per provare a vincerla, con particolare attenzione a quegli ultimi maledetti dieci dove si proverà a non sbagliare, a non uscire mentalmente dal campo prima del triplice fischio.

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