Lo ammetto: questa è stata la prima partita stagionale in cui mi sono arrabbiato, arrabbiato per davvero. Intendo quei picchi di incazzo che non sono passeggeri, delle curve appuntite sul grafico dell’umore, ma durano, poiché la riga si abbassa solo di poco per poi impennarsi nuovamente.

Non m’ero arrabbiato con l’Entella, non m’ero arrabbiato col Crotone, non m’ero arrabbiato col Livorno. Durante le prime due ero abbacchiato, timoroso che la mia totale fiducia in questa squadra fosse stata mal riposta. Nel finale di Livorno ero soprattutto incredulo per quello che avevo visto, non avevo neanche fatto in tempo ad arrabbiarmi. Oggi no, oggi mi girano. Perché questa contro il Carpi, per come si è sviluppata, è stata una partita che il Bologna avrebbe dovuto vincere a tutti i costi, e se non l’ha fatto è stato solo per colpa sua. Castori infatti è venuto a Bologna a fare le barricate, come aveva lasciato intendere peraltro, per ottenere un punto che va più che bene nella corsa a un campionato tranquillo. Infatti Coppola avrà toccato sì e no dieci palloni, nati praticamente tutti da amnesie difensive da labirintite, poiché i most wanted Concas e Mbakogu invece sono stati annullati egregiamente. Il Bologna si è trovato quindi a dover fare la partita, privo di un paio di elementi che al momento non hanno sostituti validi, e per buona parte ci è anche riuscito. Quello in cui non è riuscito, invece, è abbattere quelle dannate barricate con la dinamite. La prestazione del Bologna dalla trequarti in su è stata pessima, e nonostante questo c’è voluto un Gabriel gattesco a evitare la sconfitta al Carpi. Perciò mi frullano: bastava pochissimo, bastava un minimo di freddezza in più e avremmo portato a casa tre punti meritati. E se si vuole fare strada in questo campionato non devi essere freddo, devi essere artico.

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Oggi il problema del Bologna sta tutto lì. La difesa, svarioni esclusi, tendenzialmente regge. Il centrocampo ha la coperta cortissima ma ha dei titolari che garantiscono completezza. L’attacco no, e purtroppo sono passate troppe partite cariche di inedia per non mettere ancora in luce il problema. Ieri abbiamo assistito alla peggior gara di Daniele Cacia, che se nelle giornate precedenti almeno si era acceso in fase di costruzione, contro il Carpi non si è visto nemmeno lì. E la chance avuta davanti a Gabriel, spalle alla porta, col pallone cacciato fuori di un paio di metri, è sintomatica di una condizione decisamente precaria. Solo che Cacia ci serve, mamma quanto ci serve, perché senza di lui non andiamo da nessuna parte. Oggi si è visto per la prima volta Improta, e in quella mezz’ora è stato più pericoloso dell’intero reparto offensivo rossoblù, ma non può bastare lui a risolvere i problemi. Può bastare per dare a Lopez un’alternativa a Troianiello, quello sì, anche ieri podista senza traguardo, ma per ora nulla di più. La soluzione, banale e populistica quanto volete, è che si devono dare una svegliata tutti quanti. Perché scarsi non lo sono e lo hanno dimostrato, ma al momento sembrano un branco spaesato. Forza eh.

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