Il 27 maggio scorso, scrissi un editoriale intitolato "Non vendete Taider", sulla scia del ritornello "Non vendete Ramirez" dell'anno prima, allarmato dalle voci che volevano diverse squadre della Bundesliga ad insidiare il Bologna per Saphir. Chiacchiere presto rientrate e prontamente sostituite da nuove, riguardanti l'Inter, che sta corteggiando l'algerino ormai da giugno. Non cambia dunque la musica, sempre lo stesso disco. C'è bisogno di vendere, di far cassa e di cedere i prezzi pregiati. Ogni anno c'è il sacrificato di turno che piaccia o no. Inutile ormai fare elenchi dei giocatori importanti o funzionali, ceduti dai rossoblù negli ultimi anni, sarebbe avvilente e ripetitivo; dobbiamo solo aspettare di aggiungere Taider per cui il Bologna si vedrà con l'Inter la settimana prossima per delineare la trattativa. "Bisogna valutare tutte le situazioni" ha detto Zanzi, incalzato dalla stampa sulle parole di Pioli, che ha ribadito quanto per lui l'algerino sia incedibile. Valutiamo pure le situazioni, quali sono? Inter offre soldi e giocatori e il Bologna fa cassa e si prende quel che offrono i nerazzurri. Non c'è molto altro da dire. Anzi c'è. Pare che non serva alcuna offerta vergognosa quindi, come disse Guaraldi, per convincerlo a far partire il centrocampista, perché 7 o 8 milioni per la metà più un giocatore non è affatto un'offerta da capogiro. Taider ha, ovviamente, dato il suo benestare per il trasferimento e al contempo il Bologna perde il miglior centrocampista che ha in rosa. Perché la verità è questa, i rossoblù a centrocampo non hanno brillato sinora, fatta eccezione per lui, anzi: la mediana va rinforzata e non indebolita, il ché dunque riconduce ad una mossa masochistica che sarà solo parzialmente tamponata con il ritorno di Perez, che rimane un giocatore diverso dall'algerino. Da Milano arriverebbe Duncan, apprezzato a Livorno in B l'anno scorso, ma che bisognerà valutare in un contesto di Serie A, proprio come fu per Taider che non partì subito a mille ma si inserì adagio, com'è normale che fosse e come dovrà essere anche per il nigeriano, se arriverà. Problema da niente insomma e le alternative sono Pazienza, Della Rocca e Krhin, perché Riverola e Casarini non paiono proprio dentro alle rotazioni. Allarmismo? No, semplicemente realismo perché questo è quanto se Taider verrà ceduto, fra l'altro per incassare il giusto (il Grenoble prima di fallire, lo valutava intorno ai 5 milioni). Si faccia sentire Pioli, faccia di tutto per convincere la dirigenza a tornare sui propri passi. Fu lui a chiedere la riconferma di alcuni giocatori, fra cui Taider: una promessa che pare non verrà rispettata. Se ne andrà un altro giovane, uno ragazzo in crescita esponenziale, un prospetto per il futuro che fra un anno potrebbe valere il doppio. Prosegue ancora questa politica di non valorizzazione e svendita, ma prima o poi finiranno anche i pezzi pregiati e giunti a quel punto, cosa si venderà? Nel frattempo tirate fuori i lenzuoli e le bombolette, si ricomincia a scrivere: "Non vendete Taider".
© RIPRODUZIONE RISERVATA