Tra due giorni si scenderà in campo contro il Brescia per la prima partita che conta della stagione. Ma i risultati altalenanti del tour britannico hanno restituito a Pioli più dubbi che certezze e le notizie provenienti da “radio mercato” non fanno altro che aumentare la tensione tra il tecnico ed i vertici societari. Probabilmente il Presidente aveva rassicurato lo stesso Pioli sulla permanenza dei suoi pupilli, ma come spesso è accaduto nella recente storia rossoblu, una promessa di Guaraldi trova il tempo che trova ed ecco che in un batter di ciglia ci si accorge che il talentino francese finisce sul mercato, mentre fino alla settimana prima, a parte Sorensen, erano tutti blindati. Per quanto ci si possa indignare, per quanto Pioli possa minacciare le dimissioni, una cosa è certa: servono soldi, pochi, tanti, quanto basta, ma servono subito. Sarebbe bello che questo concetto fosse chiarito meglio da parte di questa compagine societaria, altrimenti si rischia di creare false aspettative e generare scontento. Probabilmente la gestione di un club di serie A non è così semplice come può sembrare, ma gli errori commessi negli ultimi anni sono sotto gli occhi di tutti e probabilmente sarebbe bastato trattenere Belfodil, per sistemare in buona parte i conti della società. Purtroppo le cose sono andate diversamente, per cui oggi il piatto evidentemente piange ed il Bologna non può permettersi di tirare avanti solamente con i soldi dei diritti televisivi. Sarebbe opportuno intervenire con un aumento di capitale, ma ormai è chiaro che nessun socio ha oggi la forza o la voglia di investire altri denari (a fondo perduto) nel calcio. Ecco che diventa necessario vendere per tirare avanti, pagare gli stipendi ed evitare penalizzazioni. Ma come si possono reperire fondi senza indebolire troppo la squadra? La mossa perfetta sarebbe riuscire a piazzare i vari Gimenez, Acquafresca, Casarini, Agliardi, ecc. e vedere se risparmiando questi ingaggi si riuscisse a sistemare il bilancio almeno per quest'anno. Ovviamente gli esuberi non hanno tanto mercato e anche chi è interessato ad acquistarli, non vuole pagarne l'ingaggio pieno. Non è facile gestire questi problemi e far quadrare il cerchio, ecco perché come più volte abbiamo ripetuto, l'unica strada per rimanere a galla è investire sui giovani per avere ogni anno qualche “gioiello” da vendere. Purtroppo il pericolo principale è come sempre la retrocessione (con o senza Taider) e questa società dovrebbe avere tutto l'interesse a costruire una squadra che non corra rischi, poiché se dovesse capitare di retrocedere il buco economico sarebbe enorme e ricadrebbe totalmente sulle spalle dei soci, che a quel punto dovrebbero nuovamente mettere le mani al portafoglio e probabilmente in modo più incisivo di quando è stato fatto fino ad ora. Disgregare il gruppo in questo momento della preparazione potrebbe essere un pericolo sia a livello tecnico che psicologico. La squadra potrebbe risentire di queste situazioni di mercato proprio ora che si avvicinano le partite che contano. La Coppa Italia è forse la strada più “semplice” per arrivare in Europa e durante la stagione può essere un trampolino di lancio per quei giocatori che trovano poco spazio in campionato, quindi va affrontata con determinazione, anche se siamo in pieno Agosto ed anche se il Dall'Ara sarà semi-deserto. Ci vuole una vittoria e ci vuole fiducia, perché finalmente si torna in campo.

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