E' arrivata la fine di agosto, che si porta via la spensieratezza del calcio d'estate: sogni di calciomercato (non per noi, ovviamente), entusiasmo alle stelle con ogni squadra che sembra e si dichiara candidata allo scudetto e, parentesi solo per le tifose, mandrie di bicipiti tatuati e quadricipiti scolpiti che sgroppano in allenamento come puledri di razza. E' cominciato il campionato e il Bologna, è proprio il caso di dirlo, riprende da dove aveva interrotto: portieri che non parano, difensori agili come birilli, gioco entusiasmante come un programma di Marzullo, ed errorini arbitrali, così, tanto per prepararci bene alla nuova avventura all'orizzonte. Che si potessedovesse perdere, diciamocelo, c'era da aspettarselo, considerando il seguente mix micidiale: unite un Napoli con l'entusiasmo alle stelle (e un altro budget, come il buon Pioli fa bene a ricordare a tutti) a un Bologna che, viceversa, a parte l'acuto di Milano da neopromossa, comincia sempre con il piede sbagliato, e capirete bene che ricetta è venuta fuori. Tre babà, la cui spruzzata di rum finale, senza voler togliere nulla al roboante Napoli, è ad opera della retroguardia rossoblù, punita pure dal guardalinee che ha convalidato la terza rete azzurra, in chiaro fuorigioco. Cosa cambia? Fermo restando che si tratta solo di vezzi ottici e di nefaste suggestioni, il Bologna sta vivendo la prima settimana di campionato come fanalino di coda della classifica, con i commenti di vario genere che si sprecano (pensate quanti ne sento io da ‘’fuorisede’’). Come ben sapete anch'io sono stata spesso aspra nei confronti di Guaraldi, da me ribattezzato ‘’De Pauperentiis’’ per l'opera, voluta o meno, di progressivo depauperamento della rosa del Bologna, ma ciò non toglie che questi ‘’de profundis’’ che ogni anno vengono intonati alla nostra squadra dopo la prima giornata di campionato sono piuttosto indisponenti. Un anno fa di questi tempi i rossoblù erano usciti malissimo dalla trasferta di Verona che, con tutto il rispetto possibile per il Chievo, non è proprio il Napoli e qualche gufetto di troppo già aveva pronosticato un campionato di patemi, delusioni e, di conseguenza, una salvezza risicata. A onor del vero, è stata la stagione dei rimpianti per qualche punto lasciato per strada contro le pari livello e, soprattutto, per come è finita immeritatamente la cavalcata in Coppa Italia. Però purtroppo sono conscia che in Italia ogni argomento viene discusso a breve termine, con una scadenza lunga quanto quella del latte: e, al momento, il Bologna è ultimo, è la ‘’squadretta’’ della situazione che si è indebolita e che probabilmente andrà in B. Io però, scusate, non ci sto. Dopo il momento iniziale di critiche al nostro De Pauperentiis (altro che ADL!), io, proprio come qualsiasi innamorato accecato dalla passione, difendo e difenderò questi colori, a costo di passare per persona poco obiettiva. Reato, in effetti, concesso ai tifosi. E comincio a capire perché molti di voi, pazienti e coraggiosi lettori della sottoscritta, mi dite che quasi quasi sostengo più io il Bologna (inteso come entità, personaggi vari e contemporanei esclusi) che determinati ‘’VIP’’ bolognesi. In conclusione, ai gufi dico di non contarci troppo sulla retrocessione della nostra squadra: sarà quel che sarà ma, è bene ribadirlo, nell'epoca recente per sbatterci in B c'è voluto un ‘’aiutino’’ che, mi auguro, (m)oggi non appartenga più al mondo del calcio. E a noi, masochisti e incalliti innamorati del BFC, dico che a Napoli è andata male: abbiamo perso da poco la nostra cresta, Taider, e un'altra cresta, di ben altro livello, Hamsik, ci ha punito amaramente. Dunque, almeno per ora, è proprio il caso di dire che... non ci (c)resta che piangere.
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