Una città al settimo cielo, letteralmente resuscitata in pochi giorni grazie all’intervento di un palestrato avvocato italo-americano e del suo ricco (mostruosamente ricco, per la precisione) amico italo-canadese. Questa è la Bologna dell’ultima settimana e mezzo, una Bologna inedita, travolta da un’ondata di entusiasmo che francamente fatico a spiegarmi. “Ma come?”, direte voi.
Joe Tacopina è un mostro di simpatia, un comunicatore eccezionale, come non se ne vedevano da anni da queste parti e non solo; uno che mette la gloria e la storia del Bologna Football Club davanti a tutto e non certo per ricordare quel paio di giri di valzer che tutti preferiremmo cancellare dalla memoria; uno che non si dimentica di chi ha reso grandi i colori rossoblù, in campo e fuori; uno che sembra tifoso del Bologna da una vita (pur non essendolo mai stato, fino a prova contraria) e che da quando ha (ri)messo piede nella nostra amata Bulåggna non ha ancora sbagliato una mossa.
Joey Saputo – come dicevamo – è mostruosamente ricco, tanto ricco che se volesse potrebbe comprarsi Bologna e dintorni in un paio di giorni, convertendo l’intera popolazione locale alla produzione di mozzarelle e altri prodotti caseari vita natural durante, senza che nessuno possa fare qualcosa per impedirglielo.
Joe&Joey, nonostrante la loro travolgente energia e positività, non hanno voluto prendere in giro nessuno: una cosa per volta, prima di tutto la promozione e poi tutto il resto; lasciando intendere che quel resto renderà finalmente giustizia alla centenaria storia di una delle società più vincenti del calcio italiano.
La squadra, dopo una partenza a rilento, sembra aver ingranato le marce più elevate, mantenendo per un mese intero quella velocità di crociera che ci permetterebbe di raggiungere alla grande l’obiettivo di cui sopra; se poi segnano anche Abero e Acquafresca il trionfo è ad un passo.
Diego Lopez non sbaglia una mossa; c’era chi ne chiedeva la testa già a Sestola, ma il tecnico uruguagio, tanto silenzioso quanto concreto, ha risposto nel migliore dei modi – con i fatti – alle tante critiche piovutegli addosso quando il suo Bologna sembrava destinato a “lottare per non retrocedere”;
Filippo Fusco è uno che di calcio – finalmente! – ne capisce, tanto da costruire una squadra (meglio, un gruppo) all’altezza, nonostante i miserrimi mezzi a disposizione.
Tutto vero, ma come potete lasciarvi andare a scene di giubilo come quelle degli ultimi giorni, con ancora fresca la ferita dell’addio al “miglior Presidente della storia del Bologna”, rimpiazzato per di più da un manipolo di “cioccapiatti”, “puffaroli” e perfino “sciacalli” e non da Lui, il RiccoMaNonScemo(MaPermalosoComePochi) di Villorba, e dal fido Mortimer Baraldi, sempre al guinzaglio dell’illuminato imprenditore trevigiano? Oh, non so se vi rendete conto di cosa abbiamo perso: esaltanti salvezze raggiunte all’ultima giornata, simpatia a palate, zerbinate à gogo e chi più ne ha più ne metta. Senza dimenticare che il Bologna, tutto d’un tratto, dovrà fare a meno delle forniture garantite da Mr. Segafredo da qui all’eternità; uno smacco da cui sarà davvero difficile riprendersi, una mossa geniale che getta pesanti ombre sul futuro del Bologna. Riuscite almeno a rendevene conto?! Davvero, non riesco proprio a capire tutto questo entusiasmo. Dovete essere tutti quanti impazziti, voialtri.
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