Sì lo so, avete ragione. Forse è un po’ presto per pensare al Natale, in fondo mancano ancora una cinquantina di giorni e tante partite, non dimenticandoci che quest’anno anche le festività saranno riempite dal campionato: insomma, non ci sarà un attimo per rilassarsi. Ma fermiamoci un attimo, stiamo correndo un po’ troppo in là con la mente, e questo sicuramente non farebbe piacere a mister Lopez, che da luglio continua a ripeterci che “dobbiamo pensare partita per partita”. Allora diamo ascolto a Diego, e cominciamo a concentrarci sull’inedito derby-che-vale-la-vetta contro il Carpi capolista. Alzi la mano chi, a fine agosto, avrebbe scommesso anche un solo euro sulla squadra di Castori in cima alla classifica dopo 12 giornate. Che poi se sono lassù non è mica per caso, visto che possono contare sul migliore attacco del torneo (22 gol, di cui 8 firmati da Mbakogu capocannoniere) e su un’ottima difesa, che ha incassato 12 reti proprio come quella rossoblù e che è guidata tra i pali dal brasiliano Gabriel, classe ’92 che lo scorso anno è stato anche titolare nel Milan per un breve periodo. Dalla loro soprattutto hanno la spensieratezza, e a mio modesto parere sarà proprio questa la maggiore problematica che il Bologna si troverà ad affrontare sabato. I biancorossi non si aspettavano di guardare tutti dall’alto e non hanno niente da perdere, e con questa serenità verranno a giocarsi la partita sotto le Due Torri, dove invece perdere nuovamente è assolutamente vietato, poiché significherebbe dare ufficialmente inizio alla “crisi”. Già me li immagino i disfattisti, riuniti nel loro partito, a dar giù di critiche su squadra e mister, dimenticando tutto quanto di buono fatto finora. Staremo a vedere cosa succederà sabato, se sarà aggancio oppure no. Fatto sta che, dopo Livorno, sarà un altro snodo fondamentale della stagione dei ragazzi, che stavolta dovranno stare sul pezzo fino all’ultimo istante, magari evitando di buttare nel cestino 3 punti di platino come invece fatto qualche giorno fa.

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Passando all’aspetto tattico, sabato rivedremo con ogni probabilità l’ormai noto 4-3-1-2, con Laribi ad ispirare il tandem Acquafresca-Cacia. Per il futuro però, aspettiamoci novità. Molto sarà legato al rientro di Improta, che sta procedendo molto bene. Il ragazzo si sta allenando alla grande, con voglia e dedizione, e sembra sempre più al centro dei pensieri di Diego Lopez, che lo ha provato sia in un 4-3-3 che in un 4-4-2, in entrambi i casi da esterno. Potrebbero essere delle alternative all’attuale schieramento quando l’ex Juve Stabia tornerà arruolabile, non le uniche però. Ancora più intrigante infatti sarebbe un 4-3-2-1 o “albero di Natale”, modulo che potrebbe portare diversi benefici al Bologna e vi spiego il perché. In primis, e sono ormai mesi che lo ripeto sia su queste pagine che durante la nostra trasmissione in onda su Radio Bologna Uno, non si andrebbe a snaturare la posizione di Laribi, che non può non giocare trequartista: è meglio per lui, libero di dare sfogo alla sua fantasia, ed è meglio per tutta la squadra che in questo modo gira che è un piacere. Accanto all’ex Latina, o un pochino più avanzato ci sarebbe appunto Improta, che lo scorso 22 ottobre nella conferenza stampa di presentazione aveva detto: “Nasco come ala e quello rimane il mio ruolo principale, però negli anni ho giocato anche da mezzala e seconda punta. Il trequartista? Mai”. Dunque trequartista no ma seconda punta sì, con ruoli ovviamente meno offensivi rispetto ad Acquafresca. Con Cacia che a quel punto si ritroverebbe quasi da unica punta, posizione nella quale, nonostante le smentite di rito, si trova più a suo agio. E probabilmente non è un caso che dei tre gol messi a segno finora dall’ex Verona, due siano arrivati proprio quando non c’era nessuno a pestargli i piedi in avanti. E allora sì, avete ragione, è un po’ presto per pensare al Natale. Il mister però può già cominciare a preparare l’albero, sotto al quale magari Tacopina e Saputo potranno mettere qualche regalino in vista della sessione invernale del calciomercato.

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