Ci risiamo. Settembre è ormai giunto, molti di noi hanno già salutato le ferie e l’ombrellone per tornare alla vita di tutti i giorni, ma la musica non è ancora cambiata. Altro giro, altra corsa: adesso è il turno di Joe Tacopina come nuovo candidato alla successione di un Albano Guaraldi diventato ormai praticamente inamovibile dalla sua poltrona. Vedremo cosa succederà e se davvero questa potrà essere la volta buona per svoltare, io nel frattempo mantengo la linea editoriale già adottata in precedenza e mi rifiuto di consumare altre parole per parlare della questione societaria: quando arriverà l’ufficialità della notizia attesa da tutti in città, allora potremo riparlarne. Tralasciando dunque tutte le questioni legate ai piani dirigenziali del Bfc, ho deciso di divertirmi (si fa per dire) assieme a voi facendo alcune riflessioni sul calciomercato conclusosi lunedì scorso, capace di portare qualche timida emozione in un’estate rossoblù rivelatasi altrimenti assolutamente arida.
Stilando una sorta di “borsino del mercato”, andiamo con ordine e partiamo dal ruolo del portiere, che tanti grattacapi ha creato sotto le Due Torri nelle stagioni recenti. Il titolare tra i pali sarebbe dovuto essere Dejan Stojanovic, pronto a fare il numero 1 dopo tante stagioni da riserva. Ma mister Diego Lopez non sembra d’accordo, e nelle prime uscite ufficiali gli ha preferito l’esperienza di Ferdinando Coppola, che al Milan faceva il quarto portiere e che invece a Bologna è riuscito a convincere il suo tecnico ad affidargli le chiavi della porta rossoblù. Durante la stagione le gerarchie non paiono fisse, per ora però partito Curci è Coppola il portiere titolare del Bfc.
Passando alla difesa, composta da quattro elementi nel 4-3-3 dal valore quasi religioso di Diego Lopez, è stata arricchita dagli innesti di gente navigata come Maietta e Ceccarelli, a cui si sono aggiunti i più giovani Oikonomou, Paramatti, Masina e soprattutto Rafa Paez, che già contro il Perugia ha dimostrato di poter dare una grossa mano alla causa a dispetto dei suoi venti anni. Le conferme di Garics e Morleo sugli esterni dovrebbero essere una garanzia per la categoria, anche se il condizionale è d’obbligo viste le prime prestazioni stagionali in particolare dell’austriaco, che sembra ancora non essersi liberato dei fantasmi della passata stagione. Probabilmente con un ulteriore acquisto saremmo stati un pizzico più tranquilli, senza bisognerà puntare sulla crescita di Alex Ferrari, cercando però di non bruciarlo.
Arriviamo alla zona nevralgica del campo, quella mediana sulla quale il direttore Fusco ha lavorato alacremente fin dai primi giorni di incarico. Ed infatti risulta il reparto più ampio e variegato, in grado di fornire diverse soluzioni al mister in base all'assetto tattico scelto di volta in volta. Certo, non ci saranno i Konè o i Lazaros, che era impossibile trattenere in B, ma comunque poter fare affidamento su uno come Matuzalem è già qualcosa. Ovvio, anche qui come negli altri reparti ci sono varie incognite legate soprattutto al rendimento di calciatori che, nelle ultime stagioni, non hanno brillato in quanto a continuità. Zuculini e Bessa: queste le principali scommesse, che se vinte possono dare un grande contributo unite ad elementi di assoluto valore come Laribi e il duo ex Virtus Lanciano Casarini-Buchel.
Infine, l’attacco. Era il reparto su cui si doveva lavorare maggiormente, visto quanto accaduto l’anno scorso, e l’obiettivo principe era un bomber da doppia cifra. Obiettivo centrato, che risponde al nome di Daniele Cacia, uno che sa come si butta la palla dentro in Serie B. Il resto, però, è un mezzo disastro: è arrivato Troianiello dal Palermo, specialista in promozioni, che sembra pagare le ultime annate passate più che altro a guardare i compagni e non ha ancora trovato la sua collocazione nello scacchiere di Lopez. Stesso dicasi per Giannone, che gol a L’Aquila a parte difficilmente riuscirà a fare la differenza, Pasi e Bentancourt, ipotetico vice-Cacia arrivato sotto le Due Torri nell’ambito dell’operazione che ha (ri)portato Bianchi a Bergamo. Tutto da scoprire Improta, giovane dalle ottime prospettive fuori fino a ottobre inoltrato per un infortunio patito durante il ritiro del Genoa. Peggio è andata per quanto riguarda le uscite, visto che Acquafresca e il suo pesantissimo ingaggio sono rimasti, e adesso come una zavorra rischiano di affondare il già malcapitato Bologna e le sue povere casse. Lui e Yaisien però sono stati inseriti ieri nella lista dei giocatori per la stagione 2014-15, mentre invece non sono presenti Pazienza, Perez e Friberg, per i quali si proverà a cercare una soluzione nei prossimi giorni.
Detto ciò, il voto al mercato rossoblù a mio avviso non va oltre la sufficienza. Perché è vero che non ci si poteva aspettare chissà cosa visto il budget radente lo zero, ma non aver piazzato gli esuberi più “pesanti” come Acquafresca, Perez e Pazienza potrà rivelarsi letale per il futuro del Bfc. Mancano poi un difensore e un vice-Cacia di affidamento. Con la rosa attuale non si può pensare a qualcosa di più di un piazzamento play-off, che anzi visti i tempi che corrono sarebbero tanta roba. Poi nel calcio mai dire mai, specie se dovesse davvero concretizzarsi l’ingresso nelle casse della società di freschi dollari sonanti.
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