Bilancio preservato, mercato al piccolo trotto e un mese per la partita stadio nuovo. Anno di transizione per Saputo (che forse pensa a una futura cessione)

Tedesco

Bologna abbraccia il suo nuovo allenatore: guarda l'arrivo di Domenico Tedesco

Il futuro con o senza Saputo

Siccome il diktat dei piani alti è autofinanziamento e bilanci sani (non c'è nessuna intenzione di fare ulteriori investimenti, neanche per ripianare), è lecito guardare al futuro della società e alle scelte di Saputo. Se il proprietario ha deciso di chiudere i cordoni della borsa proprio nel momento in cui aveva trovato la svolta nel 2024, con una miracolosa qualificazione Champions, si può legittimamente pensare a una idea latente, ma viva, di farsi da parte. Niente di strettamente imminente, però la partita stadio può dare al Bologna l'impianto necessario a valorizzare il club e permettere, eventualmente, al presidente di rientrare degli investimenti fatti in questi undici anni: un Bologna con uno stadio nuovo è più appetibile di uno senza. E' una teoria che qui avevamo già esposto da tempo, al momento della nota sulla possibilità di costruire in Fiera, e che funge da risposta a chi ripetutamente ci accusa di non saper fare il nostro mestiere. Ovviamente, per pensare di vendere il Bologna, oppure farlo concretamente, serve anche qualcuno disposto a comprare e investire circa 300 milioni, ma se si dovessero trovare i soldi per lo stadio nuovo qualcosa in più potrebbe muoversi. E' normale anche vederla al contrario, cioè con un Saputo pronto a restare altri dieci anni proprio perché impegnato nello stadio, ma in questo caso non avrebbe avuto senso mettere un freno agli investimenti sulla squadra...E quindi eccola qui l'annata di transizione. Il futuro si vedrà.

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