In questi due mesi abbiamo vissuto un po' tutte le sensazioni possibili ed immaginabili: prima la rabbia per la retrocessione, poi la paura di non essere più iscritti ad un campionato professionistico ed a seguire il sollievo di soldi che non si sa bene come (o forse sì) sono piombati nelle casse e ci hanno permesso di fare parte della prossima serie B; poi le cose in un attimo sono cambiate e negli ultimi giorni si sta respirando un pacato ottimismo, legato all'inizio della nuova stagione e alla presentazione dei nuovi acquisti.

Non si possono giudicare Zuculini e Matuzalem solo per le belle parole e la convinzione che hanno mostrato nella loro prima conferenza stampa: alle chiacchiere dovranno seguire le prestazioni in campo e la dimostrazione che a quello che hanno detto credono veramente. Personalmente non sono mai stato un fan particolarmente sfegatato del brasiliano, sia per il suo modo di giocare che per la discontinuità che ha avuto nell'ultimo periodo della sua carriera. Ma penso che se davvero riuscirà a calarsi nella realtà di Bologna con tutto se stesso e lavorerà duro senza la presunzione di potere essere superiore agli altri solo per il fatto di avere alle spalle tanti anni di Serie A ed una discreta esperienza internazionale, possa diventare uno dei punti di forza di questa squadra. A questo speriamo unisca anche una forma fisica che lo sostenga ed una disciplina che lo porti magari a non essere ammonito troppo frequentemente. Speranze, forse anche eccessive, e non mi aspetto neanche che tutte questo possa realizzarsi; anche perché se no tutto sarebbe fin troppo semplice e noi siamo invece abituati a soffrire.

Riconosciuto che al momento il centrocampo è il reparto "intoccabile", per avere una rosa completa mancano due elementi fondamentali: un difensore centrale e che unisca qualità ad esperienza, e un bomber vero. Per la retroguardia, Maietta è il nome più caldo e forse anche il più adatto all'identikit del calciatore cercato, ma le parole che ha pronunciato qualche settimana fa rischiano di inclinare subito il suo rapporto con la città. Per quanto riguarda invece l'attacco, la situazione è in fase di stallo. Sapendo che Bianchi partirà nonostante la voglia di rivincita professata negli ultimi giorni (se si abbassasse l'ingaggio di un bel po' probabilmente sarebbe anche possibile tenerlo, ma questo non accadrà mai), il nuovo attaccante dovrà avere a che fare anche con Robert Acquafresca. Da tre anni a questa parte si è sempre qui a parlare di un giocatore che cerca riscatto e nuove motivazioni, di colui che può essere il nuovo Marco Di Vaio e colui che, dopo un'annata storta, ha voglia di riprendersi e vuole farlo con la maglia rossoblù. Ora basta. Le scuse sono finite e non ci saranno più nuove possibilità: personalmente, e sicuro vado contro tutto e tutti, ritengo che questo possa davvero essere l'anno giusto per la svolta; la serie B è un campionato diverso dalla A, probabilmente riuscirà a sfruttare il suo potenziale. Ma la cosa sulla quale mi viene da fare più affidamento è la presenza di Lopez: i due si conoscono bene, sono stati compagni di squadra e questo può risultare un aiuto, soprattutto nei momenti di difficoltà. Robert non ha dimostrato nulla in questi anni di Bologna, è giunto il momento di tornare ad essere il giocatore discreto che si era visto a Cagliari. A soli 27 anni, mi ostino a non credere che sia il flop che si è visto in questi ultimi due anni. Staremo a vedere, magari non rimarrà neanche a Bologna. O peggio ancora, sarà protagonista dell'ennesima stagione fallimentare: io provo a sperare nella professionalità e nella voglia di rivincita. Ho la speranza che, con un contratto pesante sulle spalle e le tante critiche che gli sono arrivate negli anni, abbia la voglia di dimostrare il contrario.

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