di Gionni Forlenza

Il Bologna ha acquisito il credo di mister Mihajlovic. È entrata nella testa di ogni singolo giocatore la voglia di lottare, di non mollare mai. Che gli avversari si chiamino Juventus o Brescia, la squadra tiene sulle spine l’avversario fino alla fine. Tutte le partite giocate dal Bologna da quando c'è Sinisa, sono state giocate fino alla fine, senza mai mollare (trasferta di Bergamo a parte).

L’equilibrio tattico di questa squadra si basa sui 2 centrocampisti con Poli e Medel, o chi per loro, a tenere alto o basso il baricentro in base al possesso palla. I 2 esterni bassi in genere, spingono in avanti alternandosi. Lo scorso anno Dijks spingeva per la maggior parte del match mentre Mbaye restava quasi sempre bloccato a destra. Ora con Tomiyasu, tendono a spingere entrambi ma alternandosi sempre. Raramente spingono assieme nella stessa azione offensiva. Davanti poi, c'è una vera e propria cooperativa del gol con almeno 4-5 giocatori che ad ogni singola azione, possono andare a rete. È un Bologna godereccio, bello da vedere ma che in questa stagione fatica a concretizzare la grande mole di gioco che riesce a produrre nell’arco della partita. Dopo i 7 punti realizzati nelle prime 3 giornate con una media da piani alti, nelle ultime 5 giornate il Bologna ha raccolto solo 2 punti. C'è l’attenuante di aver incontrato le 2 romane e la Juventus, di aver perso 1-0 ad Udine dove, con l’identico punteggio, ci hanno lasciato le penne Milan e Torino. Si potevano fare 4 punti se solo il rigore di Sansone a Genova fosse stato trasformato. Ci mancano 2-3 punti e questi, con un po’ più di attenzione si sarebbero potuti portare a casa. 2-3 assenze importanti, hanno fatto il resto. Ora, già da domenica in casa contro la Sampdoria, bisognerà cercare di riprendere a correre trovando quella concretezza che serve per vincere quelle partite da pareggio, vedi Genoa e Verona, o che poi si perdono, vedi in casa contro la Roma e la Juve.

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La difesa con l’innesto di Bani al posto di Denswil offre maggiori garanzie ma sono convinto che l'olandese verrà fuori. Mihajlovic per la sessione del mercato di gennaio ha chiesto 3 rinforzi. Un difensore veloce ed esperto, un centrocampista (Dominguez) e un attaccante. Qualora dovesse arrivare Ibrahimovic, si verrebbe un po’ a snaturare la cooperativa del gol. La squadra tenderà a giocare più per lo svedese che nonostante i suoi 38 anni sa fare in attacco reparto da solo o quasi. Come ha detto Mihajlovic, correrebbero tutti per lui per servire sui suoi piedi o testa, gli assist per mandarlo a rete anche con le sue classiche acrobazie. Sarebbe un gran bel colpo anche a livello di immagine e quindi anche di merchandising. Dominguez è quel giocatore che può dare alla squadra quegli strappi necessari per arrivare nei pressi dell’area avversaria concludendo personalmente o anche come uomo assist. Prima di capire da gennaio come giocherà il Bologna in caso di arrivo di 3 elementi importanti, al momento mancano i gol di Santander e Destro, che è ancora fermo ai box. Detto che 2 punti in 5 partite è il peggior risultato della gestione Mihajlovic, sono certo che questo Bologna riprenderà a correre perché ha tutti i mezzi per farlo.

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