~~Rabbia e sconcerto, questi i due sentimenti che si sono provati a fine gara sabato pomeriggio. Ancora una volta il Bologna è stato castigato da una rete subita negli ultimi minuti, un goal che in fin dei conti non ha dato allo Spezia quello che realmente si era meritato. Certo, i liguri hanno attaccato assiduamente nel secondo tempo, sono stati forse anche più propositivi degli ospiti e li hanno schiacciati nella loro metà campo. Ma la realtà dei fatti è che Coppola non ha fatto interventi decisivi e ancora una volta è stato meno impegnato del previsto. Poi è successo quello che già si era visto a Livorno e col Brescia: è calata la concentrazione, sono stati fatti una serie di errori e si è finito col prendere il goal che è valso solamente un pareggio. Una serie di errori, frutto della deconcentrazione ma anche dell'ingenuità: si è partiti con Troianello che non ha rincorso un pallone, si è passati a Ceccarelli che ha commesso un fallo evitabilissimo al limite dell'area e si è conclusa la frittata con una errata marcatura ai danni di Piccolo (solo di nome e non di fatto) che ha staccato di testa dentro l'area e trovato una traiettoria sulla quale Coppola non ha potuto far nulla. Un pareggio in extremis che fa più danni dal punto di vista psicologico che sul piano della classifica.
Già, perchè il Bologna, nonostante le occasioni buttate al vento, è sempre lì a comporre quel gruppetto anonimo di squadre che lotteranno fino alla fine per un posto nei playoff o per la promozione diretta. Rimango dell'idea che né Carpi né Frosinone avranno le risorse e la mentalità per continuare di questo passo per tutte le 42 partite, e che alla fine la qualità di Bari e Catania consentirà loro di avvicinarsi sempre di più alla testa della classifica e tornare protagoniste. I punti che si stanno perdendo negli ultimi minuti, settimana dopo settimana, non sono un problema adesso: nessuno scappa e si sta dimostrando più forte degli altri e quindi, ora come ora, essere secondi, quarti o sesti cambia veramente poco. Il rischio è però che alla fine questi punti possano essere decisivi. Sarà allora che bisognerà riguardare a quanto è stato fatto in queste giornate.
Per come stanno andando le cose, è inevitabile che Lopez finisca sul banco degli imputati: al mister si rimproverano la difficoltà di lettura della partita, la gestione dei cambi e le scelte ripetute verso giocatori che di fatto non riescono ad incidere come si vorrebbe. Ok, la rosa è corta e su questo siamo tutti d'accordo; ma non sempre è necessario effettuare le tre sostituzioni e cambiare a partita in corso, soprattutto se la squadra si sta muovendo bene. Non sempre è necessario abbassare il baricentro e cercare di proteggersi: in questo modo si manda un chiaro segnale alla squadra avversaria, che troverà coraggio, cercherà di attaccare sempre di più e finirà per schiacciare i rossoblù a ridosso della loro area. Ecco perchè non mi spiego il cambio di Acquafresca per Troianiello: al di là dell'inconcludente apporto dato dal napoletano, con una punta di peso in meno davanti, il Bologna ha di fatto smesso di attaccare. Se Acquafresca non ce la fa più, è giusto sostituirlo; in panchina ci sono altri attaccanti (Betancourt e Improta), perchè allora inserire un'ala che di offensivo ha veramente poco e di conseguenza limitare gli attacchi?
Non penso che Lopez sia uno stupido, rimango convinto che sia un buon allenatore e lo abbia fatto vedere. Mi sembra però chiaro che faccia fatica a gestire alcune situazioni, che non abbia il coraggio di tenere in campo una squadra “arrembante” e pensi soprattutto a non prenderle, finendo con l'ottenere il risultato opposto. In termini giuridici si dice che “la miglior difesa è l'attacco”: Col senno di poi, probabilmente, se si fosse ragionato in questi termini nelle ultime giornate si sarebbe visto qualcosa di diverso.
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