Inizia oggi l’ultima settimana di agosto, quella che porta alla prima giornata di campionato. Solo cinque giorni all’esordio contro il Perugia, che due sere fa ha eliminato lo Spezia nel Terzo Turno di Coppa Italia dopo aver superato il FeralpiSalò in quello precedente: beh, comoda no? Prima una squadra di Lega Pro e poi una di Serie B. Mica come L’Aquila, no…? No? Mh, forse devo aggiornare il file che ho in testa. Sarà una serata complicata venerdì, in un Curi che morirà dalla voglia di respirare l’aria di un certo calcio, quello che conta un po’ di più, dopo dieci anni esatti. Dall’altra parte il Bologna assaggerà invece nuovamente il sapore amaro di un campionato cadetto lasciato solamente da pochi anni, troppo pochi davvero, durante i quali abbiamo avuto più presidenti che giocatori in doppia cifra. Che soddisfazione. E a Perugia, formazione appunto neopromossa, i rossoblù non si presenteranno da favoriti: è la Serie B, bellezza. Servirà maggior tempo a questa squadra per trovare l’amalgama, la forma e la quadratura, una squadra che però già da venerdì dovrà mettere in campo quella garra tanto predicata a palloni fermi ma mai emersa nella sciagurata sfida di Tim Cup: penso sia il minimo da chiedere a Lopez e ai suoi ragazzi.

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Prima di venerdì, però, tutte le attenzioni saranno concentrate sul fronte societario, rianimatosi a Ferragosto dopo mesi di flebili sospiri. Le ferie del presidente Guaraldi sono finite, e il gruppo imprenditoriale rappresentato da Stefano Bruni si rifarà sotto per acquistare il Bologna. Il ping-pong di questi giorni non lascia presumere l’esistenza di grandi margini di trattativa, dal momento che vi sono state forti e reciproche accuse di mendacia. Martedì si terrà un CdA durante il quale, si sussurra, l’attuale azionista di maggioranza presenterà ai soci un altro gruppo interessato all’acquisto: questo per dimostrare, a chi crede che non voglia farsi da parte, di sbagliarsi di grosso.

Molti in questi giorni hanno dibattuto sulla reale affidabilità degli interessati usciti allo scoperto con la conferenza stampa al Circolo Tennis. Uno di loro, Di Stanislao, è un condannato a sette anni in primo grado per il fallimento del Lanciano. E la sensazione che, nonostante le smentite, dietro a tutto ci possa essere quel Goldban dal passato tutt’altro che lindo, è forte. La discriminante maggiore, però, penso debba essere la loro liquidità: hanno quei dodici milioni di euro per effettuare l’aumento di capitale? Se sì, benvenuti, se no, grazie e arrivederci. Probabilmente è un discorso che anche solo l’anno scorso non avrei fatto, perché scendere a compromessi riguardo alla trasparenza di chi guida la mia squadra del cuore è uno sforzo. Uno sforzo che sono portato a fare guardando dove ci abbia portato l’attuale proprietario: riflettendo sul suo operato, sulla sua gestione fallimentare degli ultimi tre anni, abbasso quell’asticella che non troppo tempo fa era posta più in alto. Perché quello che Guaraldi può dare al Bologna lo so bene, benissimo. Quello che possano dare questi imprenditori non lo so, ma vorrei scoprirlo. Sì, sarebbe un salto nel buio: ma andare avanti così come adesso non lo è?

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