È bastata una settimana senza rompergli le scatole e Lopez si è deciso a cambiar volto al suo Bologna. Senza i dictat arrivati dalla piazza nelle ultime settimane – “Zuculini titolare!”, “Cambia modulo!”, "Passa alla difesa a 3!" – quell’inguaribile testone che siede sulla panchina rossoblù ha finalmente schierato i suoi uomini nella maniera più logica e funzionale possibile, dando nuovi sbocchi a una manovra che negli ultimi tempi si era fatta stantia e brio a una squadra che nelle ultime settimane era parsa sulle gambe. Per farlo, Lopez è andato per sua stessa ammissione contro le proprie convinzioni: ha schierato a 3 la difesa, lui che in più di un’occasione aveva dichiarato di avere nella retroguardia a 4 uno dei pochi punti fermi del proprio gioco, e la mossa si è rivelata vincente non solo perché Marios, Gasta e Mimmo si sono rivelati praticamente insuperabile, ma anche perché gli stessi centrali si sono rivelati più che affidabili in fase di costruzione della manovra e perché l’avanzamento degli esterni – Casarini e Morleo – dalla linea difensiva a quella di centrocampo ha dato più ampiezza alla manovra del Bologna, soprattutto a destra dove Casarini e Zuculini hanno creato più di un grattacapo alla difesa amaranto, specie nel primo tempo. Il gol è arrivato su una papera del portiere avversario, è vero, ma quando metti sotto pressione l’avversario dall’inizio alla fine, quando costruisci più di quanto subisci, a lungo andare le partite tendi più a vincerle che a perderle, c’è poco da fare.

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Certo, non è facile rimanere calmi quando al sessantesimo non sei ancora riuscito a sbloccare una partita che era vicina a diventare la sesta consecutiva senza reti in casa. E qui veniamo al vero punto di svolta della partita di ieri: la serenità. Era da tempo che non vedevamo giocare il Bologna con un mood migliore rispetto all’avversario di turno. Nonostante ci fosse la maledizione-Dall’Ara da sfatare, il Bologna di sabato è stato più consapevole, sicuro, paziente, deciso e tonico del Livorno, dall’inizio alla fine. Probabilmente il gruppo ha lavorato bene durante la settimana, sicuramente le dichiarazioni di Di Vaio – che parlando dei playoff come di un’occasione e non di uno spauracchio ha certamente sgravato la squadra di un bel po’ di pressione, legittimando al contempo l’operato del mister – hanno sortito l’effetto sperato dal club manager, che insieme a Saputo, Tacopina, Fenucci e Corvino – prodigatosi anch'egli in una strenua difesa di Lopez in settimana – compone la compagine societaria più forte vista a Bologna da tanto tempo a questa parte; una compagine la cui competenza a ogni livello rappresentano la più sensibile garanzia di solidità per il presente e il futuro del Bologna, anche nei momenti di difficoltà come quelli vissuti nelle settimane appena trascorsa.

Scrollatosi di dosso tutta la negatività degli ultimi tempo, anche grazie ai magnifici risultati arrivati dagku altri campi della cadetteria, mercoledì il Bologna andrà a far visita all’inarrestabile capolista Carpi. Un pareggiaccio potrebbe non essere un risultato da buttare, ma guai ad andare al Cabassi per giocare per il punto. Serve continuità non solo nei risultati (quella non è mai mancata, a ben vedere), ma anche e soprattutto nel gioco: se il Bologna riuscirà a riproporre la mentalità messa in campo sabato da qui alla fine del campionato, allora la promozione diventerà un obiettivo ampiamente alla portata.

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