Dopo un triennio il Bologna cambia il responsabile del settore giovanile e uomo di fiducia di Giovanni Sartori (che ha contratto in scadenza 2027)
Bologna abbraccia il suo nuovo allenatore: guarda l'arrivo di Domenico Tedesco
Quattro anni eccellenti. Senza Giovanni...
Ora, i quattro anni vissuti con la guida di Sartori non hanno bisogno di essere celebrati dal sottoscritto: sono sotto gli occhi di tutti. Certo, a volte qualche acquisto non è andato a buon fine, ma dal 2022 in avanti il Bologna è diventato in pianta stabile squadra da lotta europea e questo è merito degli allenatori (Motta e Italiano), ma anche dei dirigenti dell'area tecnica, con un grande salto di qualità rispetto alla gestione precedente. Non a caso, grazie a Sartori sono migliorati i risultati sportivi e i bilanci economici. Cosa chiedere di più? Inutile sottolineare come il fulcro dell'ambizione sportiva sia proprio Sartori, attorno a cui ruota tutto quello che può essere il Bologna sul rettangolo verde, partendo dalla scelta degli allenatori (non ne ha mai sbagliato uno) per concludere con quella dei calciatori (con una percentuale di realizzazione altissima). E se evidentemente si è deciso di cambiare Margotto per una divergenza di vedute gestionale e strategica, dall'altro servirà assicurarsi il prima possibile un nuovo accordo con il direttore tecnico, affidando a lui il prossimo triennio e assicurandogli la massima fiducia e il massimo raggio d'azione. Ciò che funziona, tendenzialmente, non andrebbe modificato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA