Purtroppo nel calcio che conosco io, se Conte dice che vuole Alino, Bologna saluta il capitano. Tuttavia l'altro ieri in quel di Coverciano, il “nostro gioiello” nazionale ha dichiarato di vedere il suo futuro a Bologna. Da un lato le sue dichiarazioni riempono i bolognesi d'orgoglio, ma dall'altro rendono un'eventuale separazione ancora più dolorosa. In ogni caso, come ci siamo affidati al lui in campo nelle partite più difficili, così dobbiamo affidarci alle sue parole in questo momento e diamo per scontato che Alino rimanga. Altra questione è quella legata a Gilardino, sul quale siamo partiti molto positivi e mi auguro che sarà così anche alla fine, ma credo che un giocatore di soli 30 anni della sua caratura, non possa essere barattato con una gamba di Portanova, un piede di Acquafresca ed un braccio di Rodriguez. Se io fossi in Preziosi lo farei pagare per quel che vale, ma ovviamente in questo caso confidiamo nel presidente Guaraldi, che in questi anni ha stretto rapporti diretti con il patron del Genoa. Anche in questo caso diamo per scontato che il Gila sia abile ed arruolato. Detto che Perez lo perderemo, anche a causa dei cattivi rapporti con il procuratore e che in ogni caso l'offerta (anche se tardiva) Guaraldi l'ha fatta pervenire, dobbiamo forse aspettarci qualche notizia orribile tipo la cessione di Taider? Radakovic? Capello? Veratti? Sarebbe il caso di blindare i pochi giovani prospetti che abbiamo, perché la cessione di uno di questi farebbe ribollire molti stomaci. Vendere i giovani significa vendere il futuro del club e, a meno di offerte clamorose, è assolutamente vietato prenderle in considerazione. Se veramente fossimo in grado di trattenere sia Diamanti che Gilardino e l'asse portante del Bologna dello scorso anno fosse confermato, non vi sarebbe la necessità di intervenire sul mercato per ricostruire la squadra, ma solamente per riempire qualche casella. L'alternativa è azzerare tutto il lavoro di Pioli, ripartendo da zero come la scorsa estate e dimostrando un'altra volta di essere capaci di pensare solo al domani e mai al dopodomani.

Prendiamo ad esempio la solita Udinese. Pur essendo un suo giocatore, quest'anno ha rinunciato a Naldo e l'ha girato al Bologna in prestito (dove non ha fatto male, errore con la Juve a parte) ed il prossimo anno si troverà un giocatore pronto a rimpiazzare la cessione del Benatia di turno. Dalla cessione del difensore la famiglia Pozzo reperirà i fondi per acquistare il nuovo Naldo e che a sua volta sarà girato in prestito allo Zanzi di turno. E' così che si sviluppa, anno dopo anno, il famoso “Modello-Udinese”.

Come più volte ripetuto nelle ultime dichiarazioni dal presidente Guaraldi “gli errori li commettono tutti” per cui cercheremo di analizzare quello che questa società riuscirà a costruire da qui in avanti, senza tenere conto degli errori del passato. Sarebbe bello potersi ricredere su un progetto tecnico, che negli ultimi due anni ha subito un'evidente involuzione e poter constatare che vi sia la volontà da parte di questo Presidente e dei suoi Soci, di costruire qualcosa per il futuro. Sicuramente l'idea del Centro Tecnico in questo senso è un buon inizio, ma dovrebbe essere accompagnata da una politica societaria completamente diversa da quella messa in atto fino ad oggi. La società modello esigerebbe la costruzione di una Rete fatta di squadre “amiche” nelle serie inferiori, di rapporti con l'estero, di osservatori e di validi tecnici nelle giovanili. Tutto questo per tentare di creare anche a Bologna, quello che altre società meno ricche ma più organizzate stanno facendo da molti anni per sopravvivere in un calcio in cui l'egemonia delle poche società maggiori sta strozzando sempre più il sistema. Fortunatamente il Bologna ha un bacino d'utenza importante e ogni anno nelle sue casse entrano parecchi milioni di euro, ma tenuto conto che la stragrande maggioranza di questi soldi sono impegnati dal monte ingaggi, l'unica strada per poter crescere (evitando di cedere i migliori) è quella di tagliare il più possibile questa voce di bilancio, riducendo al massimo il numero di giocatori a libro paga, soprattutto se non si ritengono indispensabili e completando la rosa con giocatori giovani. Stiamo parlando di una società modello e quindi non pretendiamo che da domani Guaraldi e Zanzi si attiveranno per mettere in piedi un progetto del genere, ma speriamo che in questa sessione di mercato si riescano a compiere alcune operazioni rivolte al futuro di questo club (l'arrivo di Yaisien può essere un inizio).

La realizzazione di una società modello è di un progetto ambizioso, che richiede parecchio tempo per dare i suoi frutti, quindi ancora prima di decidere se intraprenderlo, è necessario capire se da parte dell'attuale proprietà vi sia o meno la volontà di restare in sella ancora a lungo, o se al contrario prevalga il desiderio di cedere il proprio posto ad un eventuale acquirente se si presentasse l'occasione.

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