Si chiama "Sindrome da spaghetti alla bolognese". Colpisce quelli che, a furia di leggere un piatto che non c’è sui menu di tutto il mondo (tranne naturalmente qui) finiscono per credere che esista per davvero. Anzi loro, gli spaghetti alla bolognese li hanno visti, cotti e mangiati! Non sappiamo se faccia parte delle immuni-deficienze, né se sia un qualcosa di acquisito geneticamente. Fatto sta che l’effetto patologico sul paziente segue una delle leggi di Murphy (se qualcosa deve andare male, lo farà). Genera cioè una forma di pessimismo cosmico assoluto, un sospetto continuo, tipo quello del compagno di banco delle elementari di una volta che guardava dentro la cartella se gli avevi portato via il buondì Motta. Non è il solo disturbo: provoca infatti anche miraggi e allucinazioni, certezze di incertezza. Ci sono categorie più esposte a questa malattia, per esempio certi colleghi che scrivono e vanno in onda. Nella Repubblica dei finti disabili, come i ciechi che, senza incontrare il Messia, avevano recuperato la vista al punto da svolgere bene il lavoro di camionisti (alla guida), da tempo in questa città abbiamo la fortuna di fare i conti con tanti “falsi vedenti” proprio a causa della sindrome. Sono quelli che di mestiere fanno un qualcosa che vent’anni fa, anzi di più, andava di moda nei bar della nostra amata terra soprattutto, quelli che, di fronte alla notizia riportata sul giornale e alla fatidica domanda “come andrà a finire”, facevano il loro ingresso in scena esclamando: “adesso vi dico io come stanno le cose”. E tu, in un angolino, li lasciavi fare, perché era divertente, in fondo, scoprire dove volessero andare a parare… E così ogni giorno o quasi che Dio manda in terra noi, comuni mortali, felici della nostra fallibilità e dell’essere PNIF (persone NON informate dei fatti), ci facciamo prendere a schiaffi da una moltitudine di saputelli che ci apre gli occhi (!), ci invita alla prudenza, a diffidare delle imitazioni ecc. ecc. Noi, poveri tifosi del Bologna, ridotti a leggere un giornale che dice bianco e l’altro che al contrario spara nero. Noi che sentiamo in radio quello che ha una percentuale di tiro dell’1 su 10 ma passa per il tiratore da tre più forte del mondo. Noi, presi a schiaffi come Totò in un famosissimo sketch televisivo, da un passante che ci scambia per Pasquale, noi, lasciamo fare chiedendoci “chissà questo qui (ognuno ci metta la parola che vuole ndr.) dove vuole arrivare”. Non bastano le disavventure degli ultimi anni, servono le profezie dei Celestini a renderci il futuro migliore! La scienza medica, tuttavia, sta cercando di trovare un farmaco che risolva gli effetti della sindrome dello spaghetto alla bolognese. Dobbiamo avere fiducia nella Ricerca, forse. Se mi permettete però - mentre mi godo la litigiosità perenne tra Joe e Joey (a proposito: si dice che ieri sera la figlia di Joe abbia pestato la coda al cane di Joey… pare con effetti immediati a carico della nostra squadra) mi faccio portavoce di molti mandando questi “simpaticissimi” oracoli a … Delfi. Anche da parte vostra.

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