Ci siamo. Ancora poche ore e finalmente la nostra città avrà tutti gli occhi e i riflettori del calcio italiano ed europeo puntati contro.
Arriva la vecchia signora e già da lunedi in città si respira quell'aria positiva che miscela voglia di vedere giocare grandi campioni, alla speranza di poter ottenere un risultato che darebbe sia alla banda di Pioli che al capoluogo emiliano una rilevanza mediatica stile conclave 2013. E' la partita più difficile del torneo, per quel che concerne i valori in campo, ma al contrario è il match più facile da gestire a livello mentale: le motivazioni per ogni giocatore del Bologna che affronta la corazzata Juve sono moltiplicate al cubo e, dopo lo splendido “triplete” con Fiorentina Cagliari e Inter, una sconfitta con la squadra che al 99 per cento sarà campione d'Italia ci può anche stare.
I bianconeri sono la squadra più intensa d'Italia e sono allenati da un uomo che può stare antipatico a molti (se non a tutti), ma a cui bisogna dare il merito di avere creato un prototipo di squadra che si avvicina molto ai top club europei. Ciò nonostante la mia sensazione è che il Bologna è nel momento giusto della stagione per giocarsi le sue carte, per provare a ribattere colpo su colpo e per provare a fare l'impresa.
Fondamentale sarà il coraggio che la banda di Pioli dovrà avere per tutto l'arco dei novanta minuti, importantissimo sarà il lavoro degli esterni d'attacco del Bologna (Kone e Gabbiadini) che dovranno cercare di impegnare il più possibile rispettivamente Lichsteiner e Peluso. Non dimentichiamoci infatti che il piano tattico juventino è spesso impostato sulla corsa e la dinamicità degli esterni a tutta fascia.
E' poi superfluo dire che l'uomo che fa girare tutta la squadra bianconera come un orologio svizzero, fa Andrea di nome e Pirlo di cognome. Giocatore di una qualità assoluta che nasce come trequartista nelle “rondinelle” bresciane e viene reinventato regista davanti alla difesa da un colpo di genio di mister Carlo Ancelotti.
Su di lui sarà importante impostare una marcatura a “zona” e non sacrificare il solo Diamanti che perderebbe troppa lucidità nel momento in cui toccherà al Bologna provare a “far male”.
La città petroniana ha risposto alla grande alle ultime imprese rossoblù: sono tornati i cappannelli di gente che si infervorano davanti al bar Otello, lo stadio sarà esaurito, c è record d'incassi e grande attaccamento a questo gruppo che sta finalmente dando la sensazione di essere unito e, cosa non da poco, di saper giocare a pallone con un amalgama che mixa quantità a qualità.
Ora tocca a loro provare a dare una gioia immensa a questa città , a questa gente che appena sette giorni fa li ha aspettati sotto la pioggia al centro tecnico di Casteldebole fino alle 3 di notte per festeggiare una vittoria (forse) inaspettata, ma sicuramente Internazionale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA