Mi unisco anche io al coro dei delusi. Lo ammetto: lunedì sera, durante il sorteggio del calendario della prossima Serie A, ho creduto fino all'ultimo di poter vedere il nome del Bologna, sperando di svegliarmi da questo tremendo incubo, ma niente da fare. C'era l'Empoli, c'era il Cesena, ma del Bfc nessuna traccia. E allora, se Serie B deve proprio essere, cerchiamo di guardarla il più positivamente possibile. L'altro giorno, mentre ero in viaggio e cominciavo le mie tanto agognate vacanze dopo le fatiche sui libri, pensavo a come rendere meno amara questa annata in cadetteria, e ad un certo punto mi sono detto: perché non prenderla come un'occasione per conoscere nuovi posti e nuovi avversari, così da arricchire il mio bagaglio personale? Ok ok, magari non andremo a San Siro o allo Juventus Stadium, ma comunque esplorare nuove terre potrebbe farsi molto interessante, ancor di più se i risultati provenienti dal campo saranno buoni (o comunque migliori rispetto a quanto visto lo scorso anno, il che non mi pare proprio un'impresa titanica).

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Per sapere con precisione le tappe che dovremo affrontare lungo il tortuoso percorso della Serie B ci vuole ancora un po' di pazienza, visto che il calendario verrà reso noto presumibilmente il 7 di agosto. Nel frattempo, mi sono portato avanti con il lavoro e sto facendo visita in questi giorni ad uno dei tanti posti che avremo modo di vedere: Crotone. Piccola parentesi sulla città (immaginate come sottofondo la famosissima sigla di Super Quark): Crotone è una cittadina di circa sessantamila abitanti, fondata dai coloni greci verso la fine dell'VIII secolo a.C. e bagnata dal mar Ionio, che non è bello ma molto molto di più. Vi dico solo che io un mare così l'avevo solo visto in foto. Il paesaggio è molto caratteristico, tipicamente ellenico con vaste distese di terra brulla e colline argillose che fanno da cornice alla città e al relativo lungomare, dove si snoda praticamente la mondanità estiva crotonese. La squadra cittadina, i cui giocatori sono soprannominati "squali" o " pitagorici", disputa le partite interne allo stadio Ezio Scida, che contiene poco meno di diecimila spettatori ed è situato proprio accanto all'ospedale della città (dal quale dicono si possa godere di una discreta vista del campo). E diciamo che, da queste parti, qualche buon giocatorino ci è passato: Mirante, Marchetti, Gastaldello, Ogbonna e Florenzi, tanto per citarne alcuni, hanno calpestato il prato dello "Scida" prima di spiccare il volo verso la Serie A. Nella passata stagione, i rossoblù (anche loro!) guidati dalla famiglia Vrenna, che da oltre venti anni è in sella al club, e dal tecnico Massimo Drago, dopo un avvio balbettante si sono resi protagonisti di un cammino eccellente, posizionandosi alla sesta posizione valevole uno storico play-off con relativo sogno promozione, poi infranto al turno preliminare dal Bari. Il risultato è comunque positivo: mister Drago, a lungo accostato alla panchina del Bologna per il post-Ballardini, verrà premiato come miglior allenatore della B, mentre molti giovani traggono grossi benefici dalla militanza in maglia pitagorica, primo tra tutti l'attaccante Federico Bernardeschi, tornato alla Fiorentina di rientro dal prestito in terra calabrese e capace di impressionare anche Vincenzo Montella, che ha deciso di tenerlo in gruppo e puntare su di lui. Lo stesso ex C.T. Cesare Prandelli, qualche mese prima del Mondiale, lo aveva convocato per uno stage con la nazionale azzurra.

La squadra, come da tradizione, cambierà pelle e scommetterà su tanti altri ragazzi in vista della nuova stagione, ma certamente rappresenterà un avversario da non sottovalutare nella corsa del Bologna verso il ritorno in A. Potrei fermarmi qui, salutarvi e andarmi a godere ancora un po' di mare, ma mi sentirei in colpa per aver tralasciato il dettaglio probabilmente più rilevante, ovvero il "calore" della città. No, non mi riferisco alle condizioni climatiche, anche qui anomale in questa pazza estate, ma all'accoglienza e ospitalità che questa città e questa gente sanno regalarti, valori di cui molto spesso ci dimentichiamo. Arrivato qui, sembra di non essere mai andato via di casa: gli odori, i suoni, i colori, sono diversi ma allo stesso tempo uguali a quelli ai quali sono stato abituato, e soprattutto le persone, dai giovani ai meno giovani, fanno di tutto e di più per farti sentire a tuo agio: per esempio, giusto per rendere l'idea, vedere più di dieci ragazzi attendere il mio arrivo in bus in un piazzale di periferia, alla mezzanotte di un sabato sera di piena estate in cui si potevano fare tantissime altre cose, mi ha riempito di gioia, come del resto tutto quanto accaduto durante i giorni successivi. Non avrei potuto chiedere di meglio, certe cose nemmeno gli alberghi a 5 stelle possono regalartele.

Ecco allora che il mio intento di prendere l'avventura in B come una chance di arricchimento culturale viene avvalorato, e adesso non vedo l'ora che esca il calendario della prossima stagione per sapere quando potrò tornare a sentire sulla mia pelle il calore di questo e di altri posti, dove avrò l'occasione di alimentare la mia "curiosità", qualità speciale che sin da piccolo mi ha accompagnato e che mi piace trovare anche negli altri.

Pronostici non mi sento di farne, meglio forse un augurio allora. Quello di vivere una stagione ricca di emozioni ed entusiasmo, sia per quanto riguarda le vicende calcistiche che per quanto concerne quelle "extra". Con la speranza che due città, distanti geograficamente ma accomunate dagli stessi colori e dalla stessa categoria, possano sentirsi per un giorno (anzi due, tra andata e ritorno) un po più vicine, e che l'esperienza calabrese sia di buon auspicio per altre altrettanto belle ed interessanti in giro per lo Stivale.

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