Riccardo Saponara a Empoli, Josip Ilicic in pensatoio, Ibrahima Mbaye tentennante e Sebastian Giovinco irremovibile nel restare a Torino. Questi alcuni dei nomi accostati al Bologna in questa prima metà del mercato di gennaio che sembrano non aver capito l'importanza e la grandezza del progetto rossoblu della premiata coppia Joe&Joey (Tacopina e Saputo). Perché è vero che il Bologna attualmente è in Serie B e che la promozione nella serie maggiore non è sicura, ma è altrettanto vero che se ti affidi a uomini del calibro di Claudio Fenucci e Pantaleo Corvino – e hai come socio di maggioranza uno dei primi 300 uomini al mondo come ricchezza – il progetto che stai mettendo in piedi è serio, ha basi solide e, probabilmente, un futuro roseo davanti a sé. I rifiuti e i tentennamenti di queste ore, di questi giorni, mettono in luce una cosa: la scarsa lungimiranza di alcuni calciatori – e forse anche di qualche agente – nel non capire che sei mesi in Serie B possono essere un 'purgatorio' accettabile per accedere da protagonisti alla Serie A e affermarsi in quella categoria partecipando alla crescita di qualcosa di ambizioso in una piazza che nulla ha da invidiare, semmai è il contrario, a tante altre che attualmente hanno la vetrina della massima serie. Con tutto il rispetto dovuto per i vari Cesena, Empoli o Sassuolo la situazione Bologna può offrire molto di più. Come detto ieri da tutta la dirigenza – Di Vaio, Tacopina, Saputo e Corvino - “qui non si aspetta nessuno all'infinito”, consapevoli che il Bologna troverà i rinforzi necessari per la promozione e che chi oggi ha detto no probabilmente fra un anno si mangerà – lo speriamo tutti – le mani per non aver colto un'occasione importante per la propria crescita e la propria affermazione. Del resto la pensa così anche un procuratore navigato come Tullio Tinti che recentemente ha dichiarato: “Chi rifiuta oggi il Bologna non ha capito la dimensione della nuova proprietà, tra sei mesi i giocatori faranno a botte per vestire la maglia rossoblù”.

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Il Bologna però non si faccia spaventare e frenare da questi rifiuti e continui per la sua strada spiegando che nessuno è indispensabile e non si sta a pregare nessuno. Qui servono solo giocatori affamati, con la voglia di mettersi – e in alcuni casi rimettersi – in gioco e che credano nel progetto e nella piazza. Degli altri si può fare a meno perché quel che serve al Bologna non è solo la qualità tecnica, ma sopratutto quella caratteriale.

Questa mattina a Casteldebole i tifosi si stringeranno attorno alla squadra in vista della ripresa delle ostilità facendo sentire il proprio affetto e il proprio calore alla squadra e al tecnico e spingere il Bologna verso la conquista della Serie A. chissà se vedendo le immagini di questo abbraccio della città alla propria squadra qualcuno non cambi idea o inizi già a mangiarsi le mani per il rifiuto appena pronunciato.

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