La situazione nella quale ci ha condotto Guaraldi, ci obbliga anche ad assistere a scene pietose sul fronte mercato. Per pietose intendo svendere due giocatori che con le loro Nazionali hanno anche disputato gli ottavi di un Mondiale. Sto parlando di Taider e Lazaros: il primo, di cui l'Inter aveva acquistato la prima metà a 5,5 milioni, che dovrebbe essere stato riscattato interamente dai nerazzurri versando una cifra poco superiore al milione di euro. Per quanto riguarda il secondo c'è da ringraziare (strano ma vero, conoscendo il "rapporto" con Guaraldi) il presidente del Verona Setti che ha versato subito i soldi richiesti dal Bologna: 1,5 milioni di euro, anche qui una cifra ridicola, considerando il valore del giocatore. Sia chiaro: Fusco ha fatto un gran lavoro, rispettando solo il diktat del presidente che aveva chiesto liquidità subito. Ho sempre stimato Fusco e anche in questi casi si è dimostrato abilissimo a risolvere queste situazioni non facili. Il punto della questione però è un altro: lo scempio della gestione guaraldiana ci costringe anche ad assistere a questi saldi che evidenziano ancora di più il fatto che quella del Bologna non è e non potrà essere (salvo investitori che arrivino entro il 15 Ottobre) una situazione economica semplice da risolvere. La mediocrità nella quale ci hanno fatto sprofondare gestioni societarie scellerate (e in questo caso non parlo solo di Guaraldi) si rispecchia anche in questi avvenimenti. Ci mancava solo questa, un'altra ciliegina messa sulla torta dal presidente...e non è detto che non si ripeta la stessa cosa con Kone visto che Cherubin è finito in prestito all'Atalanta e Capello definitivo al Cagliari. A proposito del greco: molti avranno pensato che l'aiuto del presidente Lotito fosse anche in funzione di questo giocatore alla quale la Lazio è interessata da tempo. Potrebbe anche essere questo il motivo, ma credo che dietro l'aiuto del presidente laziale ci siano fattori ben più grandi come le alleanze in Lega. Riavvolgiamo il nastro e torniamo all'elezione di Beretta come presidente di Lega. Albano Guaraldi sposa la linea "Lotito-Galliani", ovvero si schiera dalla parte di quelli che sostenevano candidatura dell'attuale presidente di Lega, e vota Maurizio Beretta. L'aiuto arrivato dal patron della Lazio potrebbe essere anche in funzione di questo patto di amicizia consolidatosi fra i due proprio in quella occasione.

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Avendo accennato a Lotito, colgo l'occasione anche per parlare della rivoluzione di cui il calcio italiano ha bisogno. Dopo le dimissioni di Abete serve un cambio di rotta, e non è certo con Tavecchio che si attua tale rivoluzione, soprattutto se si parla di Lotito come vice presidente. Il patron della Lazio è proprio l'uomo meno indicato per ribaltare questa situazione, se non credete alle mie parole provate a chiedere a un tifoso laziale cosa ne pensa del suo presidente. Non me ne vogliano Tavecchio, Macalli e Lotito ma qui serve un nome nuovo. Servirebbe uno alla Roberto Baggio per interderci, un uomo che di idee innovative ne avrebbe parecchie. Purtroppo è un sistema, quello del calcio italiano, in cui si ha paura delle idee innovative, e per questo regrediamo, mentre le altre Nazionali migliorano anche e soprattutto a livello di sistema calcistico. Presidenti come Guaraldi fanno solo male al calcio italiano, per quello dico che la rivoluzione del calcio italiano deve partire anche dalla città felsinea.

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