Siamo certi che gli eventi accaduti a Bologna nelle ultime settimane non compariranno in alcun libro di storia, ma possiamo comunque affermare con certezza che per i bolognesi amanti del calcio la rivoluzione americana più importante porta la data del 15 ottobre 2014.
La prima, importantissima mattonella è stata depositata alle ore 17.29 di ieri, quando Joe Tacopina, avvocato statunitense dalle chiare origini italiane, è divenuto a tutti gli effetti il 30esimo presidente del Bologna calcio.
I bolognesi ora sognano, come hanno sempre fatto negli ultimi anni, data l’assenza di una qualsivoglia forma di solida realtà a cui aggrapparsi. E dopo le parole dello stesso Tacopina, tenere i piedi per terra risulta ancora più complicato: “Ci attende un lungo viaggio, che faremo insieme. Vogliamo diventare un club che lotti stabilmente per qualificarsi alle coppe europee.” Se a ciò aggiungiamo quel tocco di umiltà che tanto piace (“Chiamatemi Joe, non presidente”) ecco allora che Tacopina è già entrato nei cuori dei tifosi felsinei.
I cambiamenti ai piani alti della piramide societaria non andranno ad intaccare, almeno per il momento, il gruppo sottostante, in quanto sia Lòpez che Fusco rimarranno al loro posto, visti anche i recenti risultati positivi della squadra.
Ma nei piani del gruppo americano vi è anche una ristrutturazione dello stadio Renato Dall’Ara, per il quale sono previsti dei progetti che interesserebbero l’intera città.
La prima pietra dello stadio (che fino alla fine della seconda guerra mondiale prenderà il nome di Littorale, per diventare prima Comunale e solo nel 1983 Renato dall’Ara) venne posata il 12 giugno del 1925. In quella circostanza fu presente anche il re Vittorio Emanuele III.
Il progetto portava le firme di Giulio Ulisse Arata e Umberto Costanzini, anche se l’ideatore fu il vice segretario del partito Nazionale Fascista Leandro Arpinati. E il 29 ottobre 1926 fu proprio Arpinati a dichiarare terminati i lavori di costruzione del neo impianto.
Due giorni dopo, l’inaugurazione ufficiale, con tanto di ingresso a cavallo da parte di Benito Mussolini. La Torre Maratona venne invece ultimata solo nel 1929.
La prima opera di ristrutturazione avvenne in occasione dei mondiali del 1990: le principali innovazioni furono alcune nuove uscite di sicurezza, il rifacimento completo della pista di atletica e la costruzione di un nuovo tetto per la tribuna.
Oggi il Dall’Ara conserva intatta la sua maestosità e l’atmosfera che si respira è sempre magica. Tuttavia i progetti che la nuova proprietà ha in serbo regalerebbero a Bologna una piccola bomboniera: l’eliminazione della pista di atletica e la creazione di locali di commercio e ristorazione sono solo alcune delle novità previste.
Aspettiamo fiduciosi. Bologna merita sicuramente il ritorno in Paradiso
A cura del blog "I Veri Tifosi di Bologna"
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