In questo mese e mezzo (di fuoco), come tanti altri tifosi, ho assistito impotente all'evolversi della situazione. Partirei da una considerazione: per come eravamo partiti, ci è andata bene. Abbiamo veramente rischiato di finire nei dilettanti. Oggi esiste almeno una speranza: il mondo del calcio ci vuole dentro. Infatti, nel momento in cui si era paventata l'ipotesi della mancata iscrizione, il presidente della serie B (Abodi) pare abbia dato una grossa mano, così come pare, che in favore del Bfc, si sia schierato anche il presidente della Lazio (Lotito). Senza dimenticare, che in alcune operazioni di mercato, siamo stati benevolmente agevolati da Juve, Inter e Verona.
Mentre il tempo scorreva veloce, il Bologna era a caccia spasmodica di liquidità, ecco perché Fusco è stato costretto a svalutare i suoi giocatori, per ottenere pagamenti a vista, fondamentali per iscrivere il club. Nei giorni che hanno preceduto l'iscrizione alla B, probabilmente abbiamo assistito al momento più difficile della storia di questo club, ma fortunatamente in extremis si sono trovate le risorse per un secondo mini-salvataggio. Credo che questa iscrizione vada accolta come qualcosa di positivo, anche se alla presidenza c'è ancora quella persona... Colui che ci ha portato ad un passo dal baratro e che a tutt'oggi non possiamo sapere se riuscirà a terminare la stagione, senza ulteriori punti di penalizzazione (o peggio).
Una cosa è certa: Fusco ha fatto in tre settimane, quello che Zanzi non è riuscito a fare in tre anni. Questo significa che gli errori più gravi Guaraldi li ha commessi quando al suo fianco si muoveva il dg ravennate. In questo momento insistere affinché Guaraldi lasci la sua carica, senza che vi sia un'alternativa valida, è un atteggiamento che non fa bene al futuro del club. Se non ci sono alternative, continuare a toccare certi tasti è controproducente, perché questo è il momento di ricompattarsi. Se l'unica alternativa è la serie D e se esiste anche una minima speranza per evitare di sparire dal calcio, a cosa serve fare la guerra all'unica persona che (al momento) può scongiurare il tracollo, anche se quella persona è il principale colpevole della situazione? Forse per una questione di principio? Forse per ripicca? Forse per mancanza di rapporti e quindi di notizie? Personalmente metto il club in cima alla scala delle priorità e l'orgoglio lo metto da parte, perché credo che finire nei dilettanti, in un momento così difficile per questa città, sarebbe una batosta per tutti, troppo difficile da affrontare e superare. Preferisco rimanere aggrappato al calcio che conta, nella speranza che prima o poi qualcuno acquisti il Bologna.
E' partita la campagna abbonamenti. Alcuni tifosi giurano di non fare più l'abbonamento, finché Albano resterà in sella, altri attendono notizie dal mercato e i restanti (come ogni anno) aderiranno alla prelazione. Il vero dramma è che l'intero incasso derivante dagli abbonamenti, probabilmente non basterà a saldare i premi dovuti ai giocatori per la passata stagione. Premi? Non sto scherzando è proprio così: Zanzi e Guaraldi hanno sottoscritto dei contratti che prevedevano premi. Per cosa? Ma come si fa ad ottenere un premio in un anno in cui si fanno 29 punti e si retrocede in quel modo? Come è possibile che non sia stato previsto un'annullamento dei premi in caso di retrocessione? Da non addetto ai lavori, mi sembra un paradosso inconcepibile.
Questi sono gli errori di Guaraldi, errori che andavano evidenziati nel momento in cui venivano commessi. Ora è tardi e criticarlo è totalmente improduttivo, perché dobbiamo pensare solamente al bene del club. In questo senso, nel mio piccolo, invito tutti i tifosi ad abbonarsi, perché se siamo ridotti così male da dover pagare milioni di euro in premi a favore di giocatori retrocessi, allora vuole dire che c'è veramente bisogno e sarà fondamentale restare uniti. In ogni caso, quei maledetti milioni andranno tirati fuori e quindi è importante l'apporto di tutti, anche di quelli che pensano di non abbonarsi. Per il Bologna è questione di vita o di morte.
Molti tra coloro che legittimamente dichiarano di non volersi abbonare, sostengono di non voler regalare altri soldi a questo presidente. In realtà quei soldi non andranno a Guaraldi, ma al Bologna di Guaraldi, che è un'altra cosa.
Nei momenti difficili i supporters del Bologna hanno sempre tirato fuori la loro parte migliore e quindi ci sono buone possibilità, che anche questa volta, proprio grazie ai suoi tifosi, questo club possa restare in vita.
Forza Bologna!
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