Domenica si e' persa un'occasione per raggiungere la quota salvezza e festeggiare i 41 punti davanti al proprio pubblico ed improvvisamente il Bologna pare essersi ammalato di pareggite, mentre nella prima parte del campionato era stata una delle squadre ad aver totalizzato il minor numero di pareggi. Le scelte iniziali di Pioli prevedevano un Bologna offensivo, alla ricerca di quella vittoria che sarebbe servita a mettere la parola fine sul discorso salvezza, ma da subito la gara si e' rivelata più' complicata di quanto ci si aspettasse, tanto che dopo i primi minuti, il mister ha dovuto rivedere alcune posizioni, correggendo in corsa l'assetto tattico. Dopo un primo momento in cui la Sampdoria è sembrata più organizzata, il Bologna e' salito in cattedra ed e' passato in vantaggio con Gilardino. Quando pero' la squadra allenata da Delio Rossi è riuscita a pareggiare al 14' della ripresa, anche gli stewards (quelli con la pettorina che stanno con le spalle al campo) avevano capito che il risultato non sarebbe più' cambiato.

Purtroppo il calcio italiano è questo e, quando il risultato non e' determinante per la classifica, si tende a giocare con un piglio diverso, con meno foga agonistica e spesso le partite finiscono in parità. Ritengo che nella stragrande maggioranza dei casi, questi pareggi non siano preventivamente concordati (questo sarebbe grave), ma sono dovuti alla comune ricerca del punto sicuro, rispetto al rischio di una sconfitta. Se vogliamo dirla tutta questo atteggiamento in Italia esiste da sempre e non ha nulla a che fare con il calcio scommesse, se mai qualche scommettitore, conoscendo questa tendenza, può essere portato a puntare sul pareggio. Per certi versi questa abitudine tutta italiana e' incentivata da un regolamento che non premia le squadre a seconda della posizione finale in classifica. Da quando seguo il calcio e' cosi a Bologna come in tutte le altre piazze, dalla Serie A alla Lega Pro. Per ovviare a questo problema negli anni '80 si è deciso di assegnare i tre punti per la vittoria ed in passato si era anche pensato di inserire, come negli sport americani, play-off e play-out (cosa che si e' fatta nelle serie minori), per rendere interessante il campionato fino alla fine, ma questo avrebbe rischiato di snaturare un torneo che esiste da oltre un secolo. Credo che sia giunto il momento da parte degli organismi competenti di trovare una soluzione a questo problema, che rende la parte finale del campionato sempre meno interessante, sebbene con la bella stagione la gente sia maggiormente invogliata a seguire dal vivo le partite. Una soluzione potrebbe essere quella di creare degli scaglioni più' determinanti di premi in denaro, a seconda della classifica finale ottenuta dalla squadra.

Con questa lunga riflessione non ho voluto assolutamente affermare che i giocatori di Bologna e Sampdoria siano scesi in campo con l'intento di fare pari e nemmeno che nelle fasi finali dell'incontro abbiano tirato i remi in barca, ma solamente che, in senso più generale, sia necessario trovare il modo per rendere il campionato interessante fino alla fine, anche per quelle squadre che ormai hanno raggiunto i propri obiettivi.

Le prossime partite saranno due trasferte consecutive contro Atalanta e Lazio e sarebbe bello vincerne almeno una, per continuare la cavalcata verso parte sinistra della classifica. Arrivare al decimo posto davanti a Cagliari, Parma, Chievo e tutto il gruppo delle “tranquille”, sarebbe una bella soddisfazione per tutti, società squadra e tifosi rossoblu, anche se per il regolamento sarebbe praticamente come arrivare sedicesimi.

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